Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Fini a Berlusconi: "Dimettiamoci insieme"

Il leader di Fli interviene durante l'assemblea costituente

Fini a Berlusconi: 'Dimettiamoci insieme'
13/02/2011, 13:02

MILANO - Già nella giornata di ieri, dall'assemblea costituente di Futuro e Libertà che si sta tenendo alla Fiera di Milano, erano trapelate tensioni, malcontenti e contrasti interni abbastanza marcati.
Il neonato partito di Gianfranco Fini dimostra infatti tutte le ambizioni poltronesche tipiche della tanto osteggiata prima repubblica; con scontri anche molto aspri per decidere chi ricoprirà il ruolo di segretario nazionale. Il primo nome trapelato, con allegati scontenti-delusi al seguito, è stato quello di Italo Bocchino. Piccate ed immediate le reazioni di Adolfo Urso e Andrea Ronchi. I due, come noto, hanno rimesso i propri incarichi governativi per seguire il presidente della Camera nella sua nuova (ed un po' ambigua) politica. Ergo, ritrovarsi senza alcun incarico di prestigio tra le mani, rappresenterebbe uno smacco non indifferente e difficile da digerire.
Dal canto suo è apparso molto, forse troppo tranquillo lo stesso Bocchino che, intervistato sulla sua possibile nomina, ha dichiarato:"Io sono fortemente minoritario, mi adeguerò a ciò che la maggioranza decide. Tutto può accadere ma da questa assemblea deve uscire una linea politica molto chiara, una governance chiara, uno statuto e un programma politico. Siamo qui per questo, non possiamo andare a casa senza questo risultato". Una pacatezza, sottolineano i più maliziosi, che sembra tradire la consapevolezza di essere il grande favorito per il tanto ambito segretariato. Altre indiscrezioni parlerebbero di Fabio Granata come vice e di Roberto Mania confermato come portavoce. Il sicuramente meno prestigioso ruolo di portavoce, invece, dovrebbe andare come magra consolazione ad Adolfo Urso.
Sembrerebbe quindi restare a mani vuote Andrea Ronchi che, non a caso, ha lasciato anzitempo l'assemblea. Motivo? L'intervento di Mania che strebbe durato troppo rispetto ai tempi prestabiliti. Una motivazione che malgiustifica quella che sembra una vera e propria mossa di protesta nei confronti della linea palesata dalla maggioranza del partito finiano. In ogni caso, in questa primaverile domenica mattina, resta ancora in stallo la nomina del segretario nazionale di Fli.

AGGIORNAMENTO ORE 13:30
E se per quanto riguarda determinati incarichi la bagarre intrapartitica è abbastanza accesa, sull'elezione di Gianfranco Fini come presidente di Futuro e Libertà il voto è stato positivo e soprattutto unanime; dimostrando che la  figura di leader ricoperta dal presidente della Camera al momento è più forte di qualsiasi malcontento e di qualsiasi scontro intestino. Stabiliti, sempre all'unanimità, anche il documento programmatico ed i principi base dello Statuto di Fli. All'interno di quest'ultimo, sono presenti anche la convocazione dei congressi locali entro la fine dell'anno e l'istituzione di una segreteria i cui componenti saranno annuncianti dallo stesso Fini.
A tal proposito, per Urso e Ronchi la scelta migliore sarebbe quella di istituire un segretario a gestione collettiva e non individuale. Sull'ipotesi si sta discutendo serratamente e, al momento, non v'è ancora alcuna conferma riguardo l'eventuale segretario nazionale. 

AGGIORNAMENTO ORE 17.30
Attesissimo il discorso del Presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il leader di FLI sfida Berlusconi: “Dimettiamoci e andiamo al voto”. Continua Fini: ''Se si è interrotto quel patto e sono venute meno le condizioni di allora, faremmo entrambi una splendida figura se ci si dimettesse per consentire così agli italiani di esprimere con il voto la loro sovranità popolare".
Invita inoltre ad abbassare i toni, seguendo il monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dichiarando che la politica non può attaccare la magistratura, che deve essere messe nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro.
Ancora sul voto, il Presidente della Camera ipotizza “Facciamo le due grandi riforme e poi è ipotizzabile andare a votate nella primavera dell'anno prossimo in modo da prefigurare una via d'uscita concordata. Andiamo a votare consegnare agli italiani una nuova Italia”.
Infine, non è mancato un accenno al caso Ruby, che vede coinvolto Berlusconi in accuse di prostituzione anche minorile. Il caso Ruby è “motivo di dolore per tutti gli elettori che si identificano con il centrodestra ed è anche motivo di imbarazzo per molti dirigenti del Pdl visto che siamo diventati lo zimbello del mondo occidentale per comportamenti che nulla hanno a che vedere con le dinamiche politiche. I nostri valori non sono cambiati - ha detto Fini -: è il Pdl che li ha distrutti e li ha resi ridicoli".

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©