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Il Preidente della Camera si fa sentire di nuovo

Fini a Berlusconi: "Governo non detti l'agenda"


Fini a Berlusconi: 'Governo non detti l'agenda'
12/01/2010, 12:01

ROMA - Potrebbe sembrare che un anno sia passato inutilmente, a livello politico. A gennaio 2009 il Presidente della Camera Gianfranco Fini rilasciava una intervista in cui rimproverava al governo di abusare della decretazione di urgenza per imporre al Parlamento i propri desiderata, soffocando in questa maniera le prerogative del Parlamento.
Sono passati dodici mesi ed oggi, parlando ad una tavola rotonda a Montecitorio, Fini è ritornato ancora sullo stesso tasto: "Solo una visione mitologica della democrazia può indurre a ritenere che la funzione di governo si traduca automaticamente, una volta conclusa la competizione elettorale, in un'agenda legislativa predefinita e a senso unico in cui il potere esecutivo, soprattutto con il ricorso all'uso distorto, sotto vari profili, della decretazione di urgenza, tende a limitare, o peggio a soffocare il libero dibattito parlamentare sulle grandi decisioni della politica pubblica". Per poi continuare: "La legittimazione democratica a governare non è infatti solo un dato iniziale che scaturisce dalle urne, ma si rafforza giorno dopo giorno nell'affrontare e nel risolvere i problemi sempre nuovi e inattesi che si presentano sul terreno concreto dei bisogni della collettività".
Insomma, l'esatto contrario di quanto dice e fa il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi. Il problema è che se le parole sono queste, le azioni non sono conseguenti. Infatti gli esponenti dell'ex partito di AN non si oppongono mai col voto alle conversioni in legge dei decreti fatti dal governo; quando vengono intervistati anche loro dicono che agiscono come meglio credono perchè sono la maggioranza. E allora, a che servono queste parole?

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di Antonio Rispoli
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