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Il Presidente della Camera in visita ai militari italiani

Fini ai soldati in Libano: “Senza voi niente pace”


Fini ai soldati in Libano: “Senza voi niente pace”
28/12/2009, 20:12

LIBANO - A pochi giorni dal Natale, il Presidente della Camera Gianfranco Fini, arriva nella striscia tra Libano e Israele dove, al momento, si trova una task forse italiana che è alla guida della missione “Unifil” delle Nazioni Unite . E le parole di Fini nei confronti dei militari impegnati in questo difficile territorio, sono di incoraggiamento e gratitudine. Il presidente della Camera in visita alla base militare di Shama che ospita la brigata aeromobile “Friuli”, per porgere il saluto del Parlamento italiano, per le festività natalizie, ha dichiarato:«Questa missione, al pari delle altre svolte nel mondo dai nostri soldati, più volte sotto l'egida delle Nazioni Unite, ha riconsacrato le nostre forze armate come appartenenti all'intera comunità nazionale». Di certo Fini non nasconde che, la pace, in questi territori, non è ancora stata raggiunta al 100% ma ribadisce anche che senza i militari italiani, questo sarebbe un traguardo “lontanissimo se non irraggiungibile”. «Siamo in presenza di una 'non belligeranza', -dice Fini- di un cessate il fuoco sancito dalla presenza dei caschi blu, ma non ancora sottoscritto dai vari soggetti interessati al conflitto. E questo la dice lunga. Credo sia indispensabile la diplomazia internazionale e un nuovo ruolo dell'Ue per trasformare la tregua in pace stabile».
Inoltre Fini, nel suo discorso, ribadisce che “essere militari è un motivo di orgoglio. Per il presidente della Camera è un fatto positivo che “da qualche anno a questa parte e in particolare in questa legislatura non c'è una sola forza politica contraria” all'impiego delle forze militari italiane all'estero. E ciò “è un segnale positivo, un segnale del cambiamento avvenuto nel rapporto tra forze armate e società”.
Al termine del suo intervento Fini si è anche soffermato sulla difficile situazione in Iran.«Mi auguro che tutta la comunità internazionale ed in particolar modo l'Ue -ha spiegato Fini- si facciano carico di fornire risposte ai tanti iraniani che scendono in piazza e mettono a rischio la loro vita per esprimere un desiderio di libertà che nessuna valutazione all'insegna della real politik può lasciare inascoltata. Non è semplice - continua- ma credo che la comunità internazionale e quindi certamente anche il Parlamento italiano abbiano il dovere di riflettere su ciò che sta accadendo. La libertà che viene reclamata a gran voce da tanti giovani iraniani deve stare a cuore a tutti. Quindi anche a noi»

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di Elisa Scarfogliero
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