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L'ex leader di An:"Non c’è alternativa al crescere insieme"

Fini alla Lega:"No al federalismo se mina unità nazionale"


Fini alla Lega:'No al federalismo se mina unità nazionale'
09/06/2010, 19:06

ROMA - "Non c’è alternativa al crescere insieme" ; è questa l'estrema sintesi del discorso sul federalismo fiscale che ha tenuto Gianfranco Fini in occasione della celebrazione del centesimo anniversario di Confindustria. Alla presenza di Emma Marcegaglia e Gianni Letta, infatti, l'ex leader di An ha lanciato un monito chiaro ai rappresentanti della Lega Nord e a tutti i sostenitori del federlismo ad ogni costo:"Si alla riforma ma solo a patto che non mini l'unità nazionale".
Presentando il volume di Valerno Castronovo "100 anni di imprese. Storia di Confindustria 1910-2010", il presidente della Camera ha sottolineato l'importanza di una programmazione accurata e credibile delle risorse economiche necessarie per lanciare la riforma federalista e, riguardo le sempre delicata e strumentalizzabile situazione del mezzogiorno, ha ribadito che il federlismo deve essere visto come un'opportunità di responsabilizzazione concreta della classe dirigente meridionale e delle popolazioni del sud. La condizione sine qua non, però, è che non siano favorite in alcun modo disparità e dislivelli tra settentrione e meridione d'Italia. In tal caso, per Fini, sarebbe meglio abbandonare sul nascere ogni progetto.
Riguardo le risorse economico-finanziarie che occorerebbero per realizzare la riforma federale, una settimana fa il Sole 24 ore aveva tentato di estrapolare un primo preventivo di spesa che, stando a quanto hanno calcolato gli esperti di settore, si aggirerebbe intorno ai 130 miliardi di euro. Al margine del proprio intervento, dunque, la terza carica dello Stato ha ribadito che "Affinché le regioni meridionali non vengano penalizzate da una riforma che dovrebbe invece apportare benefici all’intero sistema, occorre che sia stabilito con esattezza la consistenza del fondo perequativo. Oltre alla reale copertura finanziaria degli stessi. Perché solo un federalismo corretto e con implicazioni definite - ha precisato - potrebbe venire in aiuto del paese, che non deve scontare, però, un successivo deficit di coesione unitaria".

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di Germano Milite
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