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Le contraddizioni plateali del presidente della Camera

Fini bacchetta Cosentino e si "dimentica" di Diodato


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Fini bacchetta Cosentino e si 'dimentica' di Diodato
03/07/2010, 13:07

NAPOLI - "Dimmi il nome di una democrazia del mondo in cui rimane segretario regionale di partito e sottosegretario un signore nei confronti del quale la magistratura ha emesso un mandato di cattura", questo è ciò che retoricamente ha chiesto a Sandro Bondi Gianfranco Fini in riferimento a Nicola Cosentino. Per l'ex leader di An, infatti, tutti i rappresentanti del Pdl devono essere al di sopra di qualsiasi sospetto per poter ricoprire ogni tipo di incarico. Un monito certamente condivisibile quanto però ipocrita e poco credibile se si pensa, giusto per prendere in considerazione uno degli esempi più eclatanti, a Pietro Diodato; aennino doc divenuto presidente della III Commissione Consiliare Permanente alle Attività Produttive della Regione Campania e condannato dalla Corte di Cassazione ad un anno e sei mesi per brogli elettorali. Non solo: il nome di Diodato è infatti finito tra gli indagati della direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Napoli per diversi reati tra i quali, in particolare, spiccano quelli previsti dall'articolo 416 bis (ovvero traffico illecito di rifiuti aggravato dalla metodologia mafiosa e associazione per delinquere di tipo mafioso).
Anche il Pm Henry John Woodcock ha disposto delle indagini, portate avanti dalla Digos nei confronti del suddetto consigliere regionale. Motivo? Compravendita dei voti e brogli elettorali. Dunque, come innegabile, ciò che è stato raccontato fin'ora basterebbe ed avanzerebbe, da solo, per spingere il Presidente della Camera a dimostrare un barlume di onestà intellettuale ed a richiedere le dimissioni di Diodato. Tuttavia, onde scuotere ulteriormente la verve moralizzatrice dell'ex leader di An, è opportunto ricordare un ultimo dettaglio fondamentale: il Presidende della III Commissione Consiliare Permanente alle Attività Produttive è infatti cugino di primo gradio di Giorgio Amabile, detto "O' marucchin". Amabile, già sottoposto a regime di sorveglianza speciale e conosciuto come abile affarista in questioni collegate alla gestione dei rifiuti e all'abusivismo edilizio nonchè come potente sponsor elettorale di Diodato, è stato anche condanno nel 1982 per associazione per delinquere finalizzata all'estorsione, lesioni personali dolose, tentato omicidio, detenzione abusiva e continuata di armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali, danneggiamento e minaccia continuata". Un curriculum che, come difficilmente si potrà notare, fa sorgere quindi più di qualche sospetto sulla figura del noto e potente politico aennino sul quale Fini, La Russa e qualunque altro esponente di rilievo del governo continuano a sorvolare. E allora? Se per Cosentino la terza carica dello Stato chiede un passo indietro, probabilmente, per Diodato ne dovrebbe esigere una ventina.

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di Germano Milite
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