Politica / Parlamento

Commenta Stampa

FINI CONTESTATO ALLA SAPIENZA, LE REAZIONI DAL MONDO POLITICO


FINI CONTESTATO ALLA SAPIENZA, LE REAZIONI DAL MONDO POLITICO
21/01/2009, 19:01

Brutta accoglienza per il presidente della Camera Gianfranco Fini, che nel primo pomeriggio di oggi si è recato all’università di Roma la Sapienza per inaugurare l’anno accademico del Master in Istituzione Europee e Storia Costituzionale. La piccola manifestazione di dissenso c’è stata davanti al Rettorato, dove si sono radunati decine di studenti; sono stati esposti striscioni di condanna per “il massacro di Gaza”, mentre qualcuno ha ripetutamente urlato “vergogna”. All’indirizzo del presidente della Camera è anche arrivato un “fascista”, ma il giovane che lo ha urlato è stato bloccato e identificato dagli agenti. Prese di mira in particolare le due leggi che portano il nome dell'attuale presidente della Camera, quella sull'immigrazione e quella sulla droga. Tra gli striscioni esposti, 'La sicurezza del potere: controllo e repressione'; 'Frati e baroni, Fini e buffoni' (con riferimento a Luigi Frati, rettore de ‘La Sapienza); 'Complici del massacro di Gaza'. Tra i manifestanti e le forze dell'ordine anche un piccolo parapiglia quando hanno cercato di 'conquistare' le gradinate del rettorato dell'Università.

 

LE REAZIONI
 

''Alla Sapienza non c'è più un gruppo che dice che tizio non può venire. E' legittimo che tutti abbiano un'idea, ma il primo che blocca un'aula lo denuncio, perché è un reato''. Lo ha detto ai giornalisti il rettore della Sapienza di Roma Luigi Frati, subito dopo la visita del presidente della Camera Gianfranco Fini all'ateneo. ''Al Senato accademico - ha precisato Frati - abbiamo integrato nella Carta dello studente la possibilità di fornire spazi autogestiti da rappresentanti degli studenti''. Sull'eventuale visita del Papa alla Sapienza, il rettore ha spiegato che ''non c'è nessuna fretta''. 

Il presidente nazionale di Azione Universitaria, Giovanni Donzelli, ha sminuito l’accaduto, spiegando che “a contestare il Presidente della Camera alla Sapienza erano soltanto un gruppetto dei collettivi, ancora rintronati dalla batosta elettorale ricevuta dagli studenti alle ultime consultazioni studentesche. Sono quattro sfigati in cerca di notorietà”. “Si tratta di residuati ideologici, ha aggiunto Donzelli, - fuori dal tempo e dal consenso studentesco. Hanno riempito le piazze e le cronache solo quando in loro sostegno si sono mobilitati i baroni impauriti dall'arrivo del merito nelle Università italiane. Dopo essere stati sedotti e abbandonati dai potentati accademici, i collettivi oggi sono tornati ad essere una sparuta minoranza delirante che contesta chiunque si avvicini alla Sapienza. Se i collettivi in questi anni avessero fatto meno i cani da guardia dei baroni e di un'ideologia cancellata dalla storia, oggi forse avrebbero più consenso tra gli studenti e l'Università sarebbe più libera'' Anche per il presidente provinciale di Azione Universitaria Matteo Petrella si e' trattato del ''solito copione dei Collettivi di sinistra''

"Il clamore e lo scandalo degli esponenti della maggioranza di centrodestra per la contestazione del movimento studentesco nei confronti del presidente della camera, Gianfranco Fini, sono davvero sopra le righe": lo ha affermato in una nota Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se. "Non si comprende dove siano le ragioni di tanto scandalo - prosegue - al punto di invocare interventi repressivi delle forze dell'ordine, di fronte a una libera e pacifica manifestazione di dissenso da parte del movimento studentesco: libero fischio in libero stato. Un atteggiamento tanto più increscioso da parte di una classe di governo - sottolinea - che di fronte al massacro israeliano nella striscia di Gaza si è dimostrata inerte e afona, quando non persino solidale. Quella stessa classe politica che adottato una riforma universitaria escludendo completamente dal dialogo gli studenti, che per questo hanno inteso porgere le loro rimostranze al presidente Fini, giunto alla Sapienza proprio per una lezione sul Parlamento”.

Di tutt’altro parere il ministro Gelmini che, in una nota, ha espresso solidarietà a Fini e, ribadendo che “l’università è sempre il luogo del dialogo e dello scambio di idee”, ha aggiunto che il Presidente Fini, nel suo ruolo istituzionale, rappresenta tutti i cittadini italiani e per questo risulta ancor più inaccettabile il Presidente Fini, nel suo ruolo istituzionale, rappresenta tutti i cittadini italiani e per questo risulta ancor più inaccettabile quanto accaduto oggi nell'ateneo romano”.

"La contestazione diretta contro il presidente Fini, al quale va la nostra piena solidarietà, inscenata oggi da un gruppo di estremisti in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del master in 'Istituzione Europee e Storia Costituzionale' è un fatto molto grave, che si inserisce in una lunga sequenza di avvenimenti dello stesso segno avvenuti in questi ultimi anni alla Sapienza, inammissibili in un luogo di studio e di ricerca qual è l'università". Lo ha affermato il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto. "Ci auguriamo che l'autorità di polizia intervenga per identificare i responsabili e ponga in essere tutte le iniziative per prevenire in futuro simili episodi", ha concluso l'esponente del Pdl.

''Mi pare evidente che l'indegna bagarre di alcuni studenti dell'Onda, in occasione della visita del presidente Fini alla Sapienza, derivi dalla ricerca di un sterile protagonismo che questi ragazzi non sono riusciti ad ottenere attraverso i normali canali del confronto universitario''. E' quanto ha dichiarato Barbara Saltamartini, deputata del Pdl, che esprime a Fini la sua ''piena solidarietà''.

''Una minoranza faziosa contesta il Presidente Fini, a cui va tutta la mia solidarietà, in un luogo, come l'Università La Sapienza che al contrario dovrebbe essere aperto al confronto e al dialogo fra posizioni diverse''. Così Maurizio Lupi (Pdl), vicepresidente della Camera dei deputati. ''Attribuire al presidente della Camera la colpa del conflitto mediorientale – ha affermato - è sciocco e conferma che in Italia la faziosità ha troppo spesso la meglio sul buon senso''. ''E' già la seconda volta che una posizione così minoritaria ed ostile – ha aggiunto - emerge pubblicamente: la prima è stata durante la trasmissione ''Anno Zero' in cui Michele Santoro, che oggi fa inutilmente la vittima, sostenendo di essere stato insultato, ha aggredito Lucia Annunziata. C'è un piccolo problema però: il conduttore, a differenza del gruppetto di studenti che oggi ha attaccato Fini, è pagato dal servizio pubblico”.

''La contestazione al presidente Fini all'Universita 'La Sapienza' da parte di pochi studenti in cerca probabilmente di visibilità e' un episodio assurdo, che va semplicemente condannato senza se e senza ma. L'auspicio è che lo faccia anche l'opposizione, soprattutto il Pd che, nella crisi Mediorientale, ancora non si è capito bene da che parte sta''. Sono le parole del per l'Attuazione del programma e segretario della Dca, Gianfranco Rotondi.

''Sorprende davvero che da parte di membri del governo e di importanti esponenti parlamentari si invochino interventi da parte delle autorità di pubblica sicurezza nei confronti degli studenti che oggi hanno contestato il presidente della Camera Gianfranco Fini all'università la Sapienza di Roma''. Lo ha dichiarato Silvana Mura deputata di Idv, che considera invece ''apprezzabile'' la reazione dello stesso Fini. ''Non c'è dubbio che le contestazioni possono essere più o meno condivisibili, ma è altrettanto evidente – ha poi aggiunto l'esponente del Pdl - che in Italia c'è ancora liberta' di espressione e di pensiero, e dunque anche di manifestare dissenso nei confronti di chi ricopre cariche politiche o istituzionali''.

Unanime solidarietà è stata espressa nell’Aula della Camera dalle forze politiche e del governo per le contestazioni subite a Fini. ''Mi associo alla solidarietà per il presidente Fini - ha detto il ministro Elio Vito - ma la libertà di contestare va garantita al pari di quella di permettere a ciascuno di esprimere la propria opinione. Con Fini si è schierata dapprima Marina Sereni del Pd. ''Mentre la reazione del presidente della Camera è stata giusta - ha spiegato l'esponente dell'opposizione - non lo sono state quelle di molti esponenti del centrodestra che hanno attaccato i contestatori usando parole troppo forti''. Di episodio ''ingiustificabile e con precedenti'' ha parlato Pier Ferdinando Casini dell'Udc: e quello dei precedenti è un concetto su cui hanno battuto soprattutto esponenti del centrodestra. ''Alla 'Sapienza' - spiega Simone Baldelli (Pdl), - e' stato impedito al Papa di parlare: questi fatti non possono essere tollerati nelle università''.

Il Pd ha infine espresso la sua "convinta solidarietà". "Crediamo infatti – ha affermato il portavoce del partito di Veltroni Andrea Orlando dopo le contestazioni alla Sapienza - sia un errore trasformare le legittime occasioni di manifestazione del pensiero e delle posizioni politiche in un`occasione di insulto nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta".

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©