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Altra dura critica alla maggioranza

Fini contro il governo:"No a nuove norme anti-violenza"


Fini contro il governo:'No a nuove norme anti-violenza'
16/12/2009, 21:12

ROMA - Se non lo si vuol considerare un vero e proprio "sport", oramai, l'atteggiamento di Gianfranco Fini nei confronti dei suoi colleghi di partito deve essere visto perlomeno come un disegno. Un disegno dalle linee solo abbozzate, certo, ma comunque già ben definito. Nonostante il prudente dietro front del ministro Roberto Maroni riguardo le nuove norme per regolamentare (in molti dicono "censurare") il web, il presidente della Camera approfitta comunque di un'altra propizia occasione per bacchettare la maggioranza; invitandola, per l'ennesima volta, ad un cambio di rotta. Intervenuto ai tradizionali auguri natalizi alla presenza della stampa parlamentare, Fini ha difatti ricordato che:"Abbiamo il dovere di stroncare sul nascere qualsiasi forma di violenza, ma non c'è necessità nella nostra legislazione di approvare norme aggiuntive. Serve una corretta applicazione delle norme esistenti, ma questo è prerogativa del governo".
La terza carica dello stato ha poi preseguito precisando che:"La democrazia è equilibrata quando non concede nulla e combatte duramente un atteggiamento violento ma allo stesso tempo garantisce il massimo della libertà, a partire dalla libertà di espressione che è uno dei pilastri dell'ordinamento democratico".  Fini pare dunque sordo alle dichiarazioni di Maroni che parlava infatti di "nessuna volontà di adoperare forzature" e di "intesa che è la strada migliore per evitare interventi repressivi" e dimostra di fidarsi sempre meno delle dichiarazioni dei suoi alleati; ritenendo necessario rimarcare a più riprese i concetti di libertà e democrazia.

PARLANDO DI RIFORME
L'ex leader di An ha poi ricordato a tutti il suo accorato (e vano) appello lanciato agli inizi del 2009 affinchè, quello oramai terminato, potesse essere l'anno delle riforme costituzionali condivise:"un anno è passato invano - ha detto -  sarebbe davvero estremamente positivo e dimostrazione della comune volontà di girare pagina se il 2010 fosse l'anno che dà il via al processo di riforma della Costituzione con scelte che ovviamente sono in capo alle forze politiche che hanno ben chiaro tuttavia che sono numerosi i punti da tempo oggetto di discussione".
Per Fini è difatti opportunto procedere ad una revisione della seconda parte della carta costituzionale "quanto prima" tentando, in contemporanea, di chiarire definitivamente "il rapporto tra potere esecutivo e legislativo con una gamma di interventi e soluzioni possibili già ampiamente dibattuti e sviluppati nel passato".
Intanto Silvio Berlusconi, ancora ricoverato, tace. Il presunto predellino due è forse solo rimandato?

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di Germano Milite
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