Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Pronta la lettera degli ex da inviare al premier

Fini da parte, dumvirato Bossi-Berlusconi: An non ci sta


Fini da parte, dumvirato Bossi-Berlusconi: An non ci sta
15/09/2009, 20:09

Da una parte Gianfranco Fini, più moderno e sicuramente diverso da quando faceva il saluto romano ai tempi di Giorgio Almirante. Dall’altra Vittorio Feltri, mastino della carta stampata, che non sembra voler distogliere l’attenzione dal presidente della Camera. E, al centro, il Governo con Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che scrivono insieme le linee guida, come un dumvirato. In questa situazione non certo piacevole nasce la lettera preparata dal vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, e diretta al premier Silvio Berlusconi.
Nessuna minaccia di rottura o ipotesi di formare un nuovo gruppo parlamentare, ma la richiesta di un “patto di consultazione permanente” tra i “cofondatori” del Pdl, ovvero Berlusconi e Fini, per riequilibrare i rapporti all’interno della maggioranza che allo stato attuale paiono troppo sbilanciati in favore della sempre più presente Lega Nord. Non poteva mancare, nella lettera, un riferimento alle “reiterate affermazioni offensive e calunniose” comparse sul Giornale, a firma del direttore Vittorio Feltri, che hanno colpito Gianfranco Fini negli ultimi giorni portando anche ad una querela.
Per il momento la lettera sarebbe stata firmata da circa cinquanta parlamentari, tra deputati e senatori, ex An. E che, secondo il deputato Amedeo Laboccetta, presto raccoglierà le adesioni di tutti i parlamentari provenienti da Alleanza Nazionale. Tra coloro che avrebbero già sottoscritto la lettera ci sarebbero anche Antonio Martino e Giuseppe Moles (ex Forza Italia), ma quest’ultimo, parlando col Velino, ha smentito anche a nome dell’ex ministro: “Non firmiamo cose che non abbiamo ancora letto”. Perplessità sull’utilità della missiva sono arrivate anche da ex dirigenti di primo livello di An, ora maggiorenti del Pdl, come Ignazio La Russa, Gianni Alemanno, Maurizio Gasparri, che ipotizzano che la lettera, firmata non dalla totalità degli ex aennini, potrebbe essere soggetta a diverse interpretazioni e creare nuove spaccature; perplessità del resto condivise anche da Altero Matteoli.
La scelta di far firmare l’iniziativa soltanto dagli ex aennini è stata chiarita dallo stesso Bocchino, per il quale fare diversamente “sarebbe stato uno sgarbo nei confronti di Cicchitto”. Inoltre, ha proseguito il vicecapogruppo, “Noi siamo entrati in Parlamento con Fini e chiediamo che ci sia un patto di consultazione tra lui e Berlusconi”.
Il Pdl, si legge nel testo della missiva indirizzata a Berlusconi, deve conservare “la sua natura di partito de pensare, allenato alla discussione, avendo come priorità una solida e visibile democrazia interna. A tal fine riteniamo che sarebbe opportuno un patto di consultazione permanente tra Te e il cofondatore del Popolo della Libertà Gianfranco Fini, al quale siamo politicamente e personalmente legati e con cui siamo entrati nel Pdl e in Parlamento. Riteniamo inoltre opportuno segnalarTi la necessità di tenere dei vertici di maggioranza che coinvolgano tutto il Pdl, evitando la sensazione che dalle cene del lunedì venga fuori la linea dell’esecutivo e che questa sia di fatto condizionata dalla Lega a scapito del nostro partito”.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©