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E aumentano le possibilità di un governo tecnico

Fini e Casini pronti a presentare la sfiducia, ma poi?


Fini e Casini pronti a presentare la sfiducia, ma poi?
01/12/2010, 11:12

ROMA - Ormai ci stiamo avvicinando alla discussione della mozione di sfiducia contro il governo Berlusconi, a cui mancano due settimane: il lunedì ci sarà la discussione e il martedì la votazione, sia alla Camera che al Senato. E si sta creando un asse tra il Presidente della Camera Gianfranco Fini e il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, per coordinare le mosse in vista di quella data. Innanzitutto ormai sembra certo che verrà presentata una mozione di sfiducia anche da parte loro, per affiancare quella già presentata da Pd ed Idv. Ma verrà presentata solo il 9 dicembre, e sarà firmata da tutti i deputati di Udc, Flia, Api e Mpa. Si tratta di 83 firme, 20 più del necessario. Ma è un modo per fare una forte pressione sui singoli deputati ed impedire che poi votino la fiducia.
Ma che succederà poi? Certo, a parole Lega Nord e Pdl dicono che si andrà ad elezioni; ma sarà proprio così? Gli ultimi sondaggi danno un crollo del Pdl, che ormai si attesta intorno al 25%, con una Lega in crescita poco sotto al 15%. Il che significa che, dato che il Carroccio si presenta solo davanti a metà degli italiani, nelle Regioni del Nord potrebbe arrivare ben oltre il 30, sottraendo il ruolo di "partito più forte" ai berlusconiani. Inoltre, grazie al meccanismo del Senato che dà un premio di maggioranza su base regionale, il risultato che uscirebbe dalle urne sarebbe probabilmente una parità tra destra e centrosinistra, con il cosiddetto "terzo polo" (Fli, Udc ed Api) e la sinistra (Sel è dato vicino al 6-7%) che risulterebbero decisivi. Quindi i risultati sono tutti da verificare. Ma c'è anche un'altra considerazione da fare: viste le turbolenze finanziarie in atto, che potrebbero scatenarsi anche sull'Italia, che certezza c'è che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sciolga le Camere? Potrebbe fare un tentativo con un governo a maggioranza allargata guidata da un esponente di maggioranza (e in questo caso rispunta il nome di Letta) oppure un governo con una ammucchiata di tutti i partiti, magari guidato da Mario Draghi. Entrambe le soluzioni però non saranno mai accolte favorevolmente da Berlusconi, che ha bisogno della carica di Presidente del Consiglio per salvare se stesso e i propri familiari ed amici dai processi, a cominciare da Marcello Dell'Utri. E con una sentenza della Cassazione che si può facilmente prevedere per la tarda primavera del 2011, che potrebbe confermare la condanna a 7 anni di reclusione, chi lo salva se Berlusconi ridiventa semplice parlamentare? D'altronde anche alla Lega convengono le elezioni, dato che può capitalizzare i successi di immagine fin qui ottenuti. In mezzo ci sarebbero i cittadini, che pagherebbero il prezzo di tanta miopia della classe politica

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di Antonio Rispoli
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