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Netta presa di posizione dopo le dichiarazioni del Premier

Fini e Napolitano attaccano Berlusconi sulla giustizia


Fini e Napolitano attaccano Berlusconi sulla giustizia
10/12/2009, 18:12

ROMA - Proprio questa mattina, il presidente del Consiglio Sivlio Berlusconi, al congresso del Ppe, inveiva veemente sulla magistratura sostenendo che "I giudici oramai hanno preso il potere" (qui l'articolo di Antonio Rispoli). A quanto pare, però, le sue esternazioni sono piaciute molto poco sia al Capo della Stato che al presidente della Camera dei deputati.
Gianfranco Fini e Giorgio Napolitano
, infatti, non si sono limitati a prendere le distanze ma hanno anche "bacchettato" il premier con ammonimenti piuttosto duri. Napolitano si è detto "rammaricato e preoccupato"  ed ha parlato di un "violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana" operato dal Primo Ministro "in una importante sede politica internazionale" invitando, in ultimo, a tornare a quello "spirito di leale collaborazione" che pareva quasi miracolosamente aver pervaso il Senato nei giorni scorsi.
Più analitico e tecnico il commento di Gianfranco Fini il quale, attraverso una nota, ha repentinamente reso pubblico il suo pensiero:"E' certamente vero che 'la sovranita' appartiene al popolo', ma il Presidente del Consiglio non puo' dimenticare che esso 'la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione' (art. 1). Ed e' altresi' incontestabile che gli articoli 134 e 136 indicano chiaramente il ruolo di garanzia esercitato dalla Corte costituzionale. E' la ragione per la quale le parole di Silvio Berlusconi, secondo cui la Consulta sarebbe un organo politico, non possono essere condivise; mi auguro che il premier trovi modo di precisare meglio il suo pensiero ai delegati del congresso del Ppe per non ingenerare una pericolosa confusione su quanto accade in Italia e sulle reali intenzioni del Governo".
La contro-risposta di Berlusconi non si è fatta attendere, arrivando secca, sintetica e stizzita:"Non c'e' nulla da chiarire, niente. Sono stanco delle ipocrisie, tutto qua".
Unico vero e fedelissimo alleato del Premier, in questo travagliato periodo, appare proprio colui che, solo qualche anno fa, aveva giurato "mai più con Berlusconi". Stiamo parlando del leader della Lega Umberto Bossi, il quale, con fare smargiasso, afferra per il bracco il claudicante e furibondo premier e, mano sotto al mento, lo spinge a camminare a testa alta visto che "E' l'unico che ha le palle ed e' l'unico che non sia molto preoccupato dalla giustizia".
In effetti sono proprio le cose che non ci preoccupano quelle di cui non parliamo mai. Sarà per tale motivo che, negli ultimi sette giorni, si è discusso ossessivamente di giustizia, magistratura e pentiti. Al di la delle considerazioni maliziose, l'alleanza scricchiolante tra Berlusconi e Fini appare oramai lampante quanto innegabile e, alla fine, probabilmente, vincerà colui che sul serio non ha nulla da temere dalla giustizia ma un po' di più, semmai, dalla coerenza. Indoviniamo chi?

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di Germano Milite
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