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Il Presidente della Camera respinge l'ipotesi della corrente

Fini: il Pdl mai più subalterno alla Lega Nord


Fini: il Pdl mai più subalterno alla Lega Nord
10/02/2010, 21:02

ROMA – Gianfranco Fini non è stato mai clemente nei confronti della Lega Nord ed ora da Presidente della Camera approfitta per mandare bordate al partito di Bossi.
L’occasione è la presentazione del bimestrale Charta minuta edito dalla fondazione FareFuturo vicina all’ex leader di An. In pratica Fini dice che il Pdl nelle regioni settentrionali non deve essere “subalterno” alla Lega. Lungi dal rompere l’alleanza che manderebbe gambe all’aria il Governo il Presidente della Camera parla di “riconfiguarere” il rapporto con il Carroccio perché : «tra la copia e l’originale si acquista l’originale» un chiaro riferimento a non seguire Bossi e compagni su tutti i temi, altrimenti si corre il rischio di appaltare a titolo definitivo il nord del Paese ai leghisti.
Fini ha sottolineato che in Italia c’è un «egoismo diffuso» che mette a rischio la coesione nazionale. «Il problema non è la Lega, ma il modo di affrontare il divario tra Nord e Sud. Se uno pensa di fare una politica della coesione dicendo che darà al Sud più denari, sbaglia: è il modo migliore per far crescere l’insofferenza al Nord. Al Sud di denari ne sono arrivati fin troppi». 
L’inquilino di Montecitorio ha poi respinto l’ipotesi di costruire un “correntone” di ex An nel Pdl: «Se volevo fare una corrente, allora sarebbe stato meglio tenerci stretta An e il suo 12%, se no saremmo da ricovero». Fini ha però respinto la logica del pensiero unico all'interno del partito: «In una fase post-ideologica, come si può pensare che ci sia ortodossia ed eresia? Sono finite le ideologie, ma non le idee», ha affermato.

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di Mario Aurilia
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