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L'attacco dopo le ultime dichiarazioni sull'immigrazione

Fini nel mirino di Vittorio Feltri ed Umberto Bossi


Fini nel mirino di Vittorio Feltri ed Umberto Bossi
07/09/2009, 20:09

Vittorio Feltri non è mai stato uno che le manda a dire. Malgrado ciò, nessuno si sarebbe aspettato che nel mirino del direttore de Il Giornale fosse finito proprio il presidente della Camera, e con parole tanto dure. E che anche Umberto Bossi fosse pronto a ‘prendere le armi’ contro Fini.  Diversi parlamentari hanno manifestato la propria solidarietà al presidente della Camera e lo stesso premier, in serata, ha preso le distanze dal fondo pubblicato dal direttore del Giornale.

FELTRI, dalle colonne del quotidiano da lui diretto, si è scagliato contro Fini definendo “vergognoso” il suo atteggiamento sul caso Boffo. L’attacco è proseguito con una serie di ‘rimproveri’, relativi al comportamento di Fini negli ultimi anni, colpevole secondo Feltri di aver abbandonato la sua iniziale linea politica per ottenere maggiori consensi. Un uomo che vuole “aprire la porta a tutti i clandestini”, insomma, e che “mira al Quirinale”. Il consiglio di Feltri chiude l’articolo: “Rientra nei ranghi. Torna a destra per recitare una parte in cui sei più credibile; non rischierai più di essere ridicolo come lo sei stato negli ultimi tempi”.

BOSSI, intervistato da La Stampa, non ha riservato di certo carezze per il presidente della Camera. “Chel lì l’è matt”, ha detto, “quello lì è un matto”. Una risposta più che diretta e sicuramente sbrigativa, dopo le dichiarazioni di Fini sulla possibilità di concedere il voto agli immigrati. "Come già riferito a monsignor Bagnasco anche noi vogliamo aiutarli, ma a casa loro, - ha dichiarato Bossi, - se questo il presidente Fini non lo capisce è condannato a perdere altri voti".

BERLUSCONI, in mattinata, dagli schermi di Canale 5, ha risposto indirettamente a Fini parlando delle proposte di concedere il voto agli stranieri e la cittadinanza a chi nasce in Italia. “Un subdolo stratagemma, - ha detto, - che i comunisti immaginano per garantirsi una futura preminenza elettorale”. In serata, però, il premier è tornato sull’argomento è, riferendosi direttamente all’attacco di Feltri, ha dichiarato di non conoscere il contenuto del fondo e di prendere le distanze dalle accuse al presidente della Camera. Dichiarazioni che Feltri ha commentato rivendicando la propria indipendenza. “Quando scrivo un articolo, - ha detto, - non mi aspetto gli applausi del presidente del Consiglio”. “Non faccio un quotidiano di partito, - ha aggiunto Feltri, - e non intendo fare il reggicoda di nessuno. Il mio compito e' stimolare anche dibattiti, non e' contribuire a far chiarezza nel Pdl o a portarvi la concordia”.

SOLIDARIETA’
è arrivata a Fini da diversi parlamentari. Italo Bocchino, vicecapogruppo dei deputati del Pdl, ha difeso Fini sul piano culturale: “La destra populista che fa la pesca delle occasioni e cavalca gli umori e le paure dei cittadini appartiene alla cultura sudamericana e non ha trovato spazi in Europa se non per posizioni marginali”. “La destra che Feltri vuole cucire attorno a Fini, - ha osservato Donato Lamorte, - è un costume di carnevale, una maschera”. Flavia Petrina, direttore del “Secolo”, ribatte all’invito di “rientrare nei ranghi” dicendo che la destra italiana non ha nessuna intenzione “di tornare nelle fogne”, puntando ad essere invece una destra europea. Ma purtroppo i “teorici dell’ordalia quotidiana” stanno trasformando il Pdl in un “partito becero con la bava alla bocca, che abbaia contro gli avversari e ora anche contro gli alleati”.
Carmelo Briguglio punta il dito contro il direttore del Giornale, affermando che Feltri è “problema di Berlusconi e non di Fini”, perché “piccona la strategia di stabilizzazione del governo”.
Lapidaria, infine, la risposta di FareFuturo: “Fini non piace? Peccato. Dà fastidio? Ce ne faremo una ragione”.
 

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di Nico Falco
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