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Fini: "Non ci sarà nessun ribaltone"


Fini: 'Non ci sarà nessun ribaltone'
06/12/2010, 20:12

Gianfranco Fini "non crede" che si saranno ribaltoni, ma esorta indirettamente Silvio Berlusconi all'onesta' intellettuale e all'umilta', avvisando che c'e' un limite otre il quale non si può andare, "pena la dignita'".
Questa è la risposta data di Fini a una consigliera municipale che gli chiede cosa ne pensi dei ribaltoni politici. "Il ribaltone e' un sovvertimento della volonta' popolare, ma non credo che ci saranno ribaltoni", premette la terza carica dello Stato e leader di Fli.
"Chiedo a te, invece, che cosa ne pensi - continua Fini - di tante promesse mai mantenute? Che cosa ne pensi di impegni disattesi da chi aveva promesso che la legge sarebbe stata uguale per tutti e poi si e' occupato solo degli affari suoi?".
Il presidente della Camera aggiunge che "la politica e' onesta' intellettuale, se si fosse piu' umili, se si pensasse che avere torto non e' un complotto, le cose andrebbero meglio".
Non solo: a proposito di leggi ad personam, Fini scandisce: "C'e' un momento in cui mi guardo allo specchio la mattina e mi dico che c'e' un limite oltre il quale non si puo' andare, pena la dignita'. Forse tu non ce l'hai ma e' un problema tuo".
La Lega 'vede' come salvezza le elezioni e con il capogruppo al Senato, Federico Bricolo, attacca Fini: ''Noi diciamo un chiaro no al sovvertimento della volonta' popolare: se il governo otterra' la maggioranza, andra' avanti per realizzare le riforme, altrimenti l'unica strada possibile e' il voto.
Fini, che parla tanto di onesta' intellettuale, ammetta che presentare una mozione di sfiducia contro il governo dopo essere stato eletto nelle liste della maggioranza e farsela votare da Bersani, Di Pietro, Casini e Rutelli, e' un chiaro tentativo per realizzare un ribaltone''.
Casini ricorda che "non e' il 14 dicembre ma il 15 il giorno del giudizio per l'Italia", alludendo alle decisioni attese da Bruxelles. Il premier - sottolinea Casini - dovrebbe dimostrare di essere al servizio del paese, invece di prendersela coi leader "attempati" - punzecchiatura che il capo dei centristi considera rivolta a se' e a Fini. "Se se siamo vecchi noi, ed e' vero, lui e' catacombale", sibila Casini.
L'Udc torna a chiedere passo indietro premier con Casini: ''troviamo un giovane assieme, lo indichi Berlusconi e diamo finalmente a questo Paese un governo piu' giovane''. Il leader centrista insiste: ''Ha ragione Fini, il ribaltone e' la volonta' di escludere qualcuno. Qui nessuno vuole escludere nessun altro. Tutto al più e' Berlusconi che si autoesclude.
Serve un governo di responsabilita'''. Sul fronte del Pd, Bersani rilancia: Serve ''un governo di transizione'' che ''dovrebbe occuparsi di legge elettorale, di emergenza economica e lavoro. Parallelamente -sottolinea- servirebbe un nuovo patto sociale che dovrebbe essere fatto a tre, perché anche il governo deve dire cosa vuol fare''.
Massimo D'Alema, presidente Copasir, non ha dubbi: "La situazione e' abbastanza chiara. Il governo non e' più in grado di governare ormai da tempo, non dispone di una maggioranza". Ci troviamo di fronte ad un "quadro di grave degrado della vita politica.
Quindi, il governo se ne vada e si ufficializzi la crisi. Poi spetterà al Capo dello Stato e ai partiti. Ognuno dira' quello che propone". Per Francesco Rutelli, leader dell'Api, sevono ''larghe intese, dalla Lega al Pd''.
Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, non ha dubbi: ''Le dimissioni del premier per un reincarico sarebbe una truffa. Liberiamoci di Berlusconi una volta per tutte, prima il 14 dicembre, poi nelle urne''.
Le parole di Fini incendiano il dibattito politico, innescando l'immediata reazione di Sandro Bondi. "Le risposte date questa mattina dall'onorevole Fini sono sconcertanti, soprattutto se si pensa che a pronunciarle e' l'attuale presidente della Camera".
Ieri, intanto, in un collegamento telefonico con una manifestazione del Pdl a Roma, il Cavaliere aveva assicurato che non avrebbe passato il testimone ai "maneggioni della vecchia politica che hanno a cuore solo le loro ambizioni personali, ma alla nuova generazione di politici giovani, seri e preparati".

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di Redazione
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