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"Non basteranno dichiarazioni d'amore e pacche sulle spalle"

Fini prepara un documento da sottoporre al Pdl


Fini prepara un documento da sottoporre al Pdl
18/04/2010, 19:04

ROMA - A ricucire lo strappo interno al Pdl "non basteranno dichiarazioni d’amore e pacche sulle spalle"; il messaggio dei finiani appare chiaro e deciso. Gianfranco Fini sembra in effetti persuaso come mai prima d'ora della necessità di avere "risposte nel merito" e di non accontentarsi di qualche ruffianata di Silvio Berlusconi. I toni sono sicuramente meno accesi e virulenti rispetto a ieri ma, tra i due alleati, continua a sussistere una stato di guerra dichiarata anche se ancora non combattuta.  
E intanto, i 14 senatori ex an rimasti fedeli al presidente della Camera si sono riuniti a palazzo Madama per un pranzo dal sapore agrodolce. Gli uonimi del presidente (della Camera), attraverso Pasquale Viespoli, assicurano inoltre che con loro "ci sono anche ex forzisti". E così, tra scontenti, opportunisti ed ambiziosi più o meno senza scrupoli, la cricca di "ribelli" si infoltisce e tenta di organizzarsi mostrando fervente idealismo e polso duro. Ma, come si legge sul Messaggero, tra i finiani "nessuno ha mai parlato di scissione e tanto meno di elezioni anticipate, ipotesi incomprensibili per noi e per l’opinione pubblica. Per cui-  esortano Allegrini, Augello, Valditara, Viespoli, Baldassarri, Cursi, De Angelis, Digilio, Germontani, Menardi, Tofani, Paravia, Pontone, Saia - occorre riportare il confronto su un piano costruttivo, isolando quanti, più o meno consapevolmente, stanno lavorando in queste ore per destabilizzare il rapporto tra i cofondatori del Pdl".
Il portavoce del gruppo di ex an Andrea Augello sembra dunque avere le idee chiare sul da farsi e reputa:"non accettabili i toni astiosi usati non solo da organi di stampa, ma anche da parte di chi pensa di fare politica come un tifoso, seduto sugli spalti di una partita di calcio". Un approccio confuso ed umorale che, per il finiano doc "giova solo al Carroccio, che in queste ore, se la ride". 
Agli squali e ai falchi delle due parti che s'azzuffano amichevolmente lancia un monito Silvano Moffa:"Dobbiamo rispondere alle aspettative di chi sta perdendo il lavoro, delle famiglie che non arrivano a fine mese, dei giovani che non trovano un’occupazione. Altro che chiedere posti".
Nessun gioco di poltrone, dunque, ma solo un documento dettagliato che la terza carica dello Stato sta preparando con fare certosino; deciso a presentarlo entro martedì alla direzione nazionale del Pdl. E guai a chi parla di volontà di far cadere il governo, elezioni anticipate e simili amenità. A Fini e i suoi, difatti, interessa solo ed esclusivamente il bene degli elettori ed lo sviluppo politico,economico e sociale del (una volta) bel paese.

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di Germano Milite
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