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Franceschini: rapide solo leggi salva-Berlusconi

Fini: “Proposta di legge popolare? Decide sempre il Parlamento”


Fini: “Proposta di legge popolare? Decide sempre il Parlamento”
22/05/2009, 19:05

Si può avviare un iter legislativo con una proposta popolare, ma è sempre il Parlamento che poi decide. Lo ha precisato Gianfranco Fini, presidente della Camera, ritornando sull’idea espressa ieri da Silvio Berlusconi di poter attuare alcune riforme (rafforzamento dei poteri del premier e riduzione del numero dei parlamentari) con una proposta di iniziativa popolare. “I costituenti, - spiega Fini, - hanno previsto che le leggi possono essere presentate dai cittadini, da un parlamentare o dal governo. Le Camere prevedono, ovviamente, che ci siano anche proposte che vengono dai cittadini, presentate a un presidente delle Camere che ha il dovere di avviare l’iter, prima nelle commissioni parlamentari per poi affidarne il giudizio finale all’Aula”. La proposta di legge, quindi, può anche essere avanzata dal popolo, ma nessun plebiscito popolare potrà farla mai divenire direttamente legge.

Per Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Condiglio, “con un Parlamento più snello di potrebbe procedere a passo più veloce”. Bonaiuti ha ricordato che “il governo in un anno ha già riformato la scuola, tagliato migliaia di leggi inutili, ridotto sprechi e lentezze burocratiche, avviato un’autentica rivoluzione nell’amministrazione pubblica”.

“Berlusconi ha spiegato che 100 parlamentari bastano, - ha dichiarato Pier Ferdinando Casini, - noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti: presenti un disegno di legge. La sfida è accettata, noi lo voteremo. Riduca a 100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che determina gli orientamenti del governo, non Berlusconi”.

Per Massimo D’Alema, Berlusconi ha “tanto potere, tanta arroganza e nessuna capacità di affrontare i problemi”. Riferendosi alle parole di ieri sul Parlamento, D’Alema ha dichiarato che si è trattato di un discorso “vergognoso, perché da una parte rivela l’animo torbidamente antidemocratico del capo del governo, che non vuole controlli e che si pretende al di sopra della legge, e dall'altra maschera la sua assoluta incapacità ad affrontare i problemi della società italiana. Le riforme, quindi, non si fanno perché Berlusconi è incapace di farle, e non perché in Italia è impossibile farle”.

Dario Franceschini non rinuncia alla replica alle parole del Cavaliere e punta il dito contro le leggi “salva-Berlusconi”, per le quali i tempi sono tutt’altro che lenti, al contrario di quanto accade per le leggi e le riforme che interessano tutti gli italiani, che “hanno bisogno di anni per essere approvate”. Il segretario del Pd ha sottolineato che, in un momento particolare come quello attuale, gli Italiani hanno bisogno di un governo che sappia venire incontro alle loro esigenze concentrandosi sui problemi della popolazione. “Non bisogna sottovalutare, - ha concluso Franceschini, - quando in un Paese il disagio cresce e attraversa tutte le categorie dai precari ai piccoli imprenditori, dai giovani agli anziani”.

Per Italia dei Valori “c’è un regime alle porte”, ed il momento richiede un forte impegno da parte dell’Opposizione. “L’Italia dei Valori, - ha dichiarato il leader, Antonio Di Pietro, - non è nata né vuole fare sempre opposizione a Berlusconi, ma vuole costruire un’alternativa per cercare di costruire un'altra Italia rispetto a quella piduista, fascista, xenofoba e razzista che vuole costruire Berlusconi”.

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di Nico Falco
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