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Il presidente della Camera apre a Tremonti. Pd: bene

Fini scopre le carte: nessuna fiducia a Berlusconi


Fini scopre le carte: nessuna fiducia a Berlusconi
12/12/2010, 18:12

ROMA - Basta poco meno di mezz'ora per diradare le ultime nebbie che avvolgevano il voto di fiducia al governo. L'ultimo affondo all'ex alleato, Gianfranco Fini  lo lancia alla vigilia del passaggio in Parlamento cruciale per il governo di martedì prossimo. Prima accusa Silvio Berlusconi di voler restare a palazzo Chigi solo per evitare i processi, poi esclude un governo tecnico ed apre a un eventuale consiglio dei ministri presieduto da Giulio Tremonti.  “Non ho la sfera di cristallo però credo che Berlusconi non avrà la fiducia”, ha esordito il presidente della Camera intervistato da Lucia Annunziata. Fini ha assicurato che Fli sarà compatto a dispetto delle interpretazioni della lettera resa nota dalle 'colombe'. L'iniziativa di Silvano Moffa “è stata fatta in buona fede", ha assicurato. Tuttavia la lettera delle colombe "non autorizza nessuno da dire che Futuro e Libertà si divide" e dunque "sono convinto che alla fine la decisione sara' sottoscritta da tutti".
DI BERLUSCONI NON MI FIDO PIU'
Questo non significa che il premier non tenterà ancora una volta di dividere. "E' evidente che il presidente Berlusconi al Parlamento fara' un discorso latte e miele", ha preannunciato, "dira' tutto quello che vogliamo sentirci dire ma non ci fidiamo piu'" visto che "il pomeriggio fa un discorso di apertura, salvo insultarci la mattina". Del resto "le sue parole se le porta via il vento...". E questo "e' nel solco, ha aggiunto, della "doppia personalita' che caratterizza Berlusconi nei confronti di Fli".
GOVERNO BERLUSCONI DESTINATO COMUNQUE A VEGETARE
E se anche "il governo Berlusconi si salvasse per un voto, non garantisce nessuna stabilita'", ha sottolineato, "questa non e' stabilita', e' vegetare". Invece "l'unica stabilta' e' quella di Berlusconi a Palazzo Chigi".
  Perche', ed e' stato l'affondo piu' duro, "Berlusconi non vuole governare, vuole rimanere a Palazzo Chigi perche' per lui e' vitale finche' c'e' il legittimo impedimento". A riprova, ha proseguito, c'e' il fatto che la prima legge che intende fare dopo la fiducia "e' la riforma della giustizia. Questa e' l'emergenza...". E Fli mai avallera' una riforma che gli consenta "di non pagare o di non essere processato".
 
COMPRAVENDITA VOTI: NO INGERENZA MA LEGAITA'
E del resto la legalita' e' un punto che lo separa da Berlusconi e come esempio ha portato la questione del mercimonio in parlamento. "La cosa che considero gravissima e' che gli ambienti piu' vicini a Berlusconi e forse lo stesso Berlusconi hanno detto che e' stata un'ingerenza da parte della magistratura", ha spiegato, "questa e' ingerenza? Secondo me no. E' un'affermazione di legalita'". 
DA MERCOLEDI' FLI ALL'OPPOSIZIONE NEL CENTRODESTRA
Per Fini e' il momento di voltare pagina. Di certo il futuro di Fli e' chiaro: "Da mercoledi' Fli sara' a tutti gli effetti forza di opposizione nell'ambito del centrodestra" e non piu' voce critica dell'attuale maggioranza. Senza paura di essere sostituiti dall'Udc: "Casini puo' svendere mai la sua recente storia politica e tornare sotto l'ombrello politico dal quale e' uscito due anni fa prima di altri solo perche' Berlusconi e' rimasto appeso a un voto?", ha retoricamente chiesto.
  Piu' incerto e' il futuro quello del Paese.
IL DISEGNO DI BERLUSCONI E' DI ANDARE A VOTARE
"Il disegno di Berlusconi potrebbe essere quello di andare a votare" altrimenti non si spiegherebbe e' "del tutto insensibile agli interessi nazionali un premier che si preoccupa solo di vincere la sua personale partita con un voto in piu'". Ma e' un'ipotesi che il presidente della Camera si sente di ritenere remota. "Sono convinto che alle elezioni non ci si vada perche' l'Italia tutto si puo' permettere tranne che andare alle elezioni", ha ricordato, e anche "all'interno del Pdl tanti sanno che e' avventurismo politico dire 'dopo di me il diluvio'" e cercare il voto a tuti i costi.
 
NO A UN GOVERNO TECNICO
Dunque la soluzione e' un nuovo governo. Ma non si parli di esecutivo tecnico. "Non esistono governi tecnici, ma governi che hanno delle maggioranze", ha detto. E se si arrivera' alla sfiducia, l'unica via "e' un governo di centrodestra".
  Qualsiasi sia "lo accetteremo". Fini non e' voluto entrare nel totonomi. "Sara' una prerogativa del capo dello Stato", ha ricordato. Ma senza preclusioni. Neppure sul premier: "E' Berlusconi che con il suo arroccamento si preclude ogni possibilita'", ha chiarito.
 
TREMONTI MINISTRO CARDINE DEL GOVERNO
Ma a domanda esplicita dell'Annunziata sul ministro dell'Economia non si e' tirato indietro. "Tremonti e' ministro cardine del governo" e con lui alla guida "sarebbe un nuovo governo di centrodestra". Anche se la politica economica dell'attuale esecutivo certo non l'ha soddisfatto: "Non faccio questione relativa a nomi, ma al programma, all'emergenza sociale, al rilancio della produzione; non e' sufficiente tenere i conti pubblici sotto controllo".
NON SONO PRESIDENTE DI PARTE
Quanto al suo di futuro, Fini ha tenuto innanzitutto a difendere il modo con cui finora ha svolto il ruolo di presidente della Camera. "Mi posso dimettere anche domani se qualcuno mi dimostra che sono stato uomo di parte nella conduzione dei lavori della Camera", ha assicurato.
  Prima di raccogliere la scommessa dell'Annunziata su cosa fara' se il governo avra' dieci voti di maggioranza. "Dieci voti? Nemmeno quelli che credono a Babbo Natale...", ha replicato, ma "accetto la scommessa e le prometto che comincio a credere a Babbo Natale...".

IL PD SORRIDE: UTILI PAROLE FINI - Dopo le parole di Fini a Lucia Annunziata la possibilità di mandare a casa Berlusconi a casa Pd si fa sentire più vicina. Al di là della fiducia. Quando il leader di Fli ha detto che dal 14 il suo partito sara' all'opposizione questo avrebbe ovviamente rallegrato il segretario del Pd Bersani perché è chiaro che senza i finiani il governo non regge. Meno gradita, ma è da vedere quanto fattibile, la prospettiva indicata dal presidente della Camera, cioè un governo comunque di destra pur senza l'attuale premier.

Rosy Bindi ammette che solo “Fini puo' mandare a casa Berlusconi'', nel senso che ha lui l'ago della bilancia, ma l'ipotesi del presidente della Camera per un dopo Berlusconi con un governo di centrodestra è, per il presidente del Pd una ''illusione'' perche' il centrodestra ''non puo' essere rattoppato''.

Per Bersani ''la stagione disastrosa del governo Berlusconi e' oramai praticamente esaurita'', ma deve essere chiaro che ''la soluzione non c'e' ne' nel perimetro scompaginato del centrodestra, ne' in nuove improbabili elezioni''. Il segretario del Pd rilancia: ''da martedi' bisogna fare un primo passo verso una situazione nuova'' che Rosy Bindi sintetizza con la ''fase di responsabilita' nazionale'' al termine della quale si torna al confronto bipolare. Marina Sereni osserva: ''Fini ha detto 'mai col Pd alle elezioni' ma non ha detto certo 'mai col Pd al governo'''.

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di Davide Gambardella
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