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Oggi riunione dei fedeli a Fini, una cinquantina in tutto

Fini si prepara alla "corrente organizzata interna" nel Pdl


Fini si prepara alla 'corrente organizzata interna' nel Pdl
20/04/2010, 10:04

ROMA - Come sempre, Gianfranco Fini sceglie la via più democristiana: niente accordo, dato che con Berlusconi è impossibile un accordo diverso dal "sì, badrone"; niente rottura, perchè si troverebbe con 10 o 15 deputati al massimo e verrebbe sbattuto fuori da ogni potere politico, mentre Berlusconi si prenderebbe tutti i suoi deputati e i suoi voti. Di conseguenza resta la via intermedia: restare nel Pdl, ma come corrente interna, magari continuando a logorare Berlusconi per limitare il suo spadroneggiamento e contemporaneamente lavorando per prendersi il partito laddove il premier dovesse decadere fisicamente, data la non giovane età. Per questo nella riunione di oggi il documento che verrà discusso contiene solo dichiarazioni interlocutorie e pacificanti, ma nessun atto di rottura. Ed è un documento che dovrebbe contare una quarantina di deputati e 14 senatori a sostenerlo, cioè circa il 10% dei deputati della maggioranza.
E anche giovedì, quando si terrà la riunione della direzione del Pdl, non ci sarà alcuno strappo, da parte dei finiani. Ma anzi, toni calmi e distesi, molto pacati, per ritagliarsi un angolo nel Pdl in cui accucciarsi e restare.
Ma Berlusconi accetterà questa situazione? Conoscendo la persona, no. Anche perchè sa che ha dalla sua parte tutti i "colonnelli" di Fini, troppo attaccati alle poltrone e molto meno al partito o ai suoi elettori. Quindi La Russa, Gasparri e via elencando già gli hanno fatto sapere che in caso di rottura tra i due fondatori del Pdl, resterebbero con Berlusconi. Tanto che non è più una favola, ma una concretarealtà, l'ipotesi che Berlusconi giovedì lanci un ultimatum: o con me o fuori dal Pdl. E in questo caso Fini potrebbe decidere di creare un nuovo partito, che si alleerebbe col Pdl. Ma Berlusconi accetterebbe questa alleanza? Dipende dai voti. Oggi il quotidiano "Il Secolo d'Italia" parlava di sondaggi che danno un partito di Fini al 20% su scala nazionale; ma altri sondaggi lo danno al 5%. E la differenza è evidente: un partito al 15-20% può anche fare la voce grossa; un partito al 5% verrebbe emarginato e lasciato morire - politicamente - di lenta consunzione, ignmorato dalla stampa e dalla TV.

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di Antonio Rispoli
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