Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Fini smentisce le sue dimissioni.


Fini smentisce le sue dimissioni.
27/04/2010, 10:04

 

FINI E LA SMENTITA SULLE SUE DIMISSIONI

L’INTERVISTA AL PROGRAMMA “MEZZ’ORA” E IL FEDERALISMO FISCALE

di Lopreiato Antonella

Federalismo fiscale, teatri di polemiche e disordini interni tra partiti alleati. Con le inquietudini del pdl Bossi dice la sua ad un federalismo fiscale no. Egli afferma: “non può imporre un federalismo al Popolo della libertà un federalismo fiscale lesivo del principio della coesione nazionale, perché se lo volesse imporre il Pdl in quel momento gli direbbe no. Non ci sarebbe soltanto Fini e i suoi amici a dire non si può fare, ci sarebbe davvero la sollevazione di tutti gli italiani". Ma Fini attacca e risponde a favore di un federalismo auspicato ai numeri. Conosciamo nel profondo questo aspetto attraverso l’intervista fatta subito dopo la discussione con Berlusconi.

Ospite di Lucia Annunziata nel programma “Mezz’ora” Fini afferma di non voler ne dimettersi e ne formare l’ennesimo partito ma lavorare per quello attuale. “non voglio fare altri partiti e nemmeno trarre imboscate ma per il federalismo c’è bisogno di coesione“. “Il pdl ha bisogno di massima condivisione” afferma Berlusconi. Allora cosa fare? C’è molta confusione e molto panico all’interno della maggioranza. Fini afferma ancora “anticipare le elezioni è da irresponsabili” poiché tutto ciò comporterebbe il decadimento della maggioranza, in questo periodo dove tutto è molto delicato. Bisogna invece “parlare di tre anni di legislatura per fare le riforme, a partire dal federalismo. Le elezioni sarebbero il fallimento di Berlusconi, che ha avuto una maggioranza come da tempo non si vedeva, ha il diritto di governare fino alla fine della legislatura".

Fini ha poi menzionato la questione della sua dimissione poiché nei giorni scorsi si temeva che la sua fosse una decisione abbastanza certa, ha quindi assicurato - "Nessuno può dire dimettiti per le tue opinioni politiche, semmai sono pronto a discutere della possibilità di dimettermi se mi dimostrano che vengo meno ai miei doveri di rispettare e far rispettare il regolamento - ha messo in chiaro Fini - Il presidente della Camera non deve dimettersi per esprimere delle opinioni all'interno del suo partito, in alcuni casi dissenzienti rispetto a quelle del presidente del Consiglio e leader del partito". Dopo l’appiglio della Annunziata sui numeri che lo vedrebbero forte con un suo partito Fin risponde: “ho intenzione di continuare a discutere all'interno del mio partito su alcuni problemi squisitamente politici”. Nessuna imboscata, nessuna dimissione e allora il motivo forte della discussione qual’è? Forse lo stato attuale delle politiche interne dei partiti come quello di Bossi sul federalismo fiscale e su questo argomento il presidente della camera ritiene di essere favorevole poiché è stato votato e perciò voluto anche dall’opposizione ma “può avere luogo se conosciamo i costi. Se non conosciamo la road map sui tempi di attuazione, rischia di essere un titolo. Federalismo fiscale non può essere il Nord ci guadagna, il Sud non ci rimette e tutti pagheremo meno tasse. Allora discutiamo dei numeri, dei costi".

“Io rappresento una destra moderna che cerca di ascoltare le ragioni dell'altro e non lo insulta; che cerca di parlare e non di sentenziare; che non ha la bava alla bocca e che non vede sempre e comunque il nemico, ma cerca di dialogare con l'avversario". "Una destra siffatta - ha aggiunto - deve all'interno del Pdl far sentire la sua voce, che sarà molto più alta di quello che i numeri in Direzione fanno capire".

"Di scontato - dice - c'è una cosa: l'assoluta lealtà nei confronti degli elettori e nei confronti di questo governo, mia e da parte di quelli che dicono Fini ha ragione, ma non è acquiescenza nei confronti di eventuali decisioni, che sono rispettate soltanto se sono discusse e se sono motivate". Quanto a Bossi, "mi accingo, se lo vorrà, ad incontrarlo nei prossimi giorni''.

Dopo una sentita e chiara idea del da farsi Fini afferma: “non ci può essere nemmeno il più piccolo sospetto che il federalismo fiscale porti alla lacerazione".


 

Commenta Stampa
di Raffaele Pirozzi
Riproduzione riservata ©