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Frattini, casa a Montecarlo:"Ho i documenti su Santa Lucia"

Fini sotto accusa, il caso Tulliani finisce al Senato

Il Pdl riesce a portare in aula il caso Tulliani

Fini sotto accusa, il caso Tulliani finisce al Senato
27/01/2011, 12:01

ROMA - Un Silvio Berlusconi sempre più alle corde e puntualmente graziato dall'opposizione (dimostratasi volatile anche sull'ennesima sfiducia strumentale non ottenuta: quella a Bondi) tenta di trovare un po' di respiro ripropiziando la guerra aperta già da qualche tempo con l'ex alleato Gianfranco Fini.
Grazie ad uno stratagemma, infatti, l'imbarazzante caso legato alla casa di Montecarlo, verrà portato direttamente al Senato: il parlamentare Compagna (senatore del Pdl), utilizzando come pretesto un'interrogazione parlamentare, riuscirà a ribadire anche in Aula ciò che comunque non può considerarsi un segreto: il tanto contestato appartamento di Montecarlo e di Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta e cognato di Fini.
A confermarlo, stando a quanto scrive anche La Stampa, ci sono alcuni documenti spediti direttamente alla Farnesina dal governo di Santa Lucia. Documenti che, è bene precisarlo, non sono stati richiesti dalla procura di Roma e che, per questo, rappresentano una vera e propria operazione di rappresaglia nei confronti del presidente della Camera.
Nell'indecoroso, bambinesco e rovinoso gioco dei dispetti, sono dunque ben definiti tutti i poco edificanti ruoli dei vari parlamentari: Frattini farà da messaggero-spia e Schifani da spettatore che, con il proprio silenzio, intonerà un romoroso coro filo-berlusconiano. E proprio sul comportamento inerte e dimesso del presidente del Senato, dal Terzo polo si parla chiaramente e polemicamente di "indecenza istituzionale".
Nel teatrino impietoso che si è spostato direttamente al Senato della Repubblica, Compagna chiederà ciò che evidentemente interessa proprio a tutti gli italiani:"Il governo ha per caso documenti sulla casa di Montecarlo?". Pronto e magari fingendo di possederli per caso ci sarà poi Frattini che risponderà:"Eccoli".
A quel punto la Lega tornerà ad invocare le dimissioni del leader di Fli e quest'ultimo rifiuterà proprio come hanno fatto Berlusconi, Bondi e l'intera classe politica italiana, notoriamente e particolarmente affezionata a poltrone e incarichi ben remunerati.
Niente cambierà, insomma, tranne la condizione sempre peggiore di chi quelle persone che si sgambettano costantemente e sterilmente nella aule del Parlamento nemmeno le ha elette direttamente. Un bel dramma democratico che chiude il sipario sulla squallida commedia recitata giornalmente da maggioranza e opposizione e palesa tutto il devastante vuoto politico nel quale è scivolato questo paese.

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di Germano Milite
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