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Tra i punti, la bozza Violante e la Costituzione

Fini: sulle riforme, possibile accordo


Fini: sulle riforme, possibile accordo
23/04/2010, 18:04

FIRENZE - Su alcuni temi di carattere istituzionale "c'e' possibilita' di riforme ampiamente condivise". Lo ha detto il presidente della camera Gianfranco Fini, intervenendo a Firenze ad un incontro all'Istituto Stensen, durante il quale ha risposto a domande di giovani ricercatori universitari.
Partendo dalla bozza Violante, discussa nella precedente legislatura, Fini ha sottolineato come e' possibile individuare "punti di convergenza tra centrodestra e centrosinistra", a partire "ad esempio dalla fine del bicameralismo perfetto, che ha come conseguenza la riduzione del numero dei parlamentari". Un altro punto di intesa tra centrosinistra e centrodestra, ha osservato Fini, puo' essere "la riforma del titolo V della Costituzione, quello che assegna le competenze allo Stato e alle regioni". Sulla forma di governo, ha ricordato Fini, "si potrebbero registrare le difficolta' maggiori, anche se le difficolta' non sono insormontabili se c'e' buona volonta'".
Le parole del Presidente della Camera  fanno seguito al pesante attacco contro di lui venute oggi dal Pdl. "Le questioni sollevate da Fini appartengono al mondo della politica politicante – ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti - La gente, con il suo buon senso, non vuole che per una serie di alchimie politiche si faccia cadere il governo". Ora, ha sottolineato il capogruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri "dipende da come si vuole stare nel partito, se si accetta il confronto o se si punta all'ostruzionismo. Il confronto è importante, ma alla fine bisogna accettare la decisione della maggioranza".
Parole a cui si sono aggiunte quelle del segretario Pd, Pier Luigi Bersani, che ha osservato: "Quello che abbiamo visto è sconcertante, anche sconveniente per il nostro paese. Il fatto che il centrodestra non riesca a trovare convergenze su questioni decisive, apre la strada a una nuova lunga fase di paralisi dell'azione di governo".

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di Redazione
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