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Il Presidente della Camera ancora contro la Lega Nord

Fini:"Le quote latte sono un esempio di malcostume"


Fini:'Le quote latte sono un esempio di malcostume'
13/07/2010, 19:07

ROMA - Sulla spinosa vicenda della quote latte,Gianfranco Fini non usa mezzi termini e bolla il sistema tanto caro ai rappresentanti della Lega Nord come "l'esempio di un malcostume e di una cattiva politica che contrasta con i valori civili dell'Italia europea".
L'occasione per la pubblica e decisa critica del presidente della Camera è stata data dalla presentazione del rapporto di Mario Monti intitolato "Una nuova strategia per il mercato unico". L'ex numero uno di An, dunque, si inserisce agevolmente nella diatriba già esplosa nella giornata di ieri tra il ministro all'agricoltura Gianfranco Galan e i parlamentari leghisti decisi a presentare un emendamento per sospendere il pagamento delle sanzioni decise dell'Unione Europea. E proprio su quest'ultima scelta che punta il dito Fini, osservando difatti che "Una politica animata da senso di responsabilità non deve nè tollerare nè assecondare trasgressioni alle norme comunitarie. In caso contrario - sottolinea- si intaccherebbe il prestigio delle istituzioni e si comprometterebbe l'immagine del nostro paese in Europa".
Questa volta, però, la terza carica dello Stato non può contare in via esclusiva sulle teste minoritarie della sua corrente interna ma, per la precisione, sul parere favorevole dei dodici  deputati di tutti i gruppi ad eccezione di quelli che rappresentano il Carroccio. I dodici, infatti, hanno scritto una lettera a Giulio Tremonti per chiedere al ministro dell'Economia di non eliminare dalla manovra economica la parte che prevede la sospensione delle multe imposte dalla Ue per coloro che non hanno rispettato il regime imposto dalle quote latte. Nella lettera leghista riportata in parte anche su La Repubblica, si legge testualmente:"La vicenda delle quote latte sta assumendo aspetti a dir poco grotteschi. E' un a vicenda spiacevole, non solo perché mina i principi di uno stato equo e di diritto ma ancor di più per i risvolti economici che comporta. Come lei sa, alla luce delle posizioni chiare assunte dall'Ue, gli effetti economici di questa nefasta norma ricadrebbero sui conti dei cittadini italiani in un momento che, con un eufemismo, potremmo considerare non dei migliori".
Alla richiesta d'assoluta legalità avanzata da Fini, replica poi anche il viceministro alla infrastrutture Roberto Castelli:"Noi - puntualizza Castelli - sosteniamo questo: si vada a vedere veramente cosa è successo in tutti questi anni. Nella quota dichiarata ci sono degli allevatori che producono e altri che hanno dichiarato di produrre ma non era mica vero: importavano latte dall'estero e dicevano che lo avevano prodotto loro. Chiaramente così ufficialmente abbiamo sforato ma l'illegalità sta a monte. Anche noi sosteniamo che ci sia stata illegalità, ma è completamente diversa da quella che dice Fini".
E Tremonti che al momento si trova proprio a Bruxelles? Il ministro per ora si limita ad un commento secco e smarcante:"Valuterò la questione appena sarò tornato a Roma?"

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di Germano Milite
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