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È così che dai verbali spuntano i nomi di diversi politici

Finmeccanica: un sistema corrotto di dirigenti e politici

Appalti Enav: i partiti nella ripartizione delle nomine

Finmeccanica: un sistema corrotto di dirigenti e politici
22/11/2011, 10:11

ROMA – La scandalosa vicenda riguardante Finmeccanica e Enav continua a tenere banco. Tra un prima pagina di un quotidiano e un’altra, ora viene fuori (ma forse non c’è da stupirsene) anche il coinvolgimento della politica. Al centro dell’inchiesta vi sono gli appalti assegnati, in maniera illecita, all’Enav, l’Ente Nazionale di assistenza al volo: è proprio qui che fanno la loro comparsa i presunti collegamenti con i politici. In altre parole, secondo l’accusa, gli appalti all’Enav spesso e volentieri sarebbero stati attribuiti in maniera illegale (senza fare le dovute gare), a società molto vicine a uomini politici. Con lo scopo, ovviamente, di ottenere il loro favore quando si trattava di nomine dirigenziali. Ed è così, che in un sistema corrotto, tra gare d’appalto truccate o inesistenti e fondi neri, dai verbali vengono fuori i nomi di Altero Matteoli, di Pierferdinando Casini, di Lorenzo Cesa, di Gianni Alemanno, di Gasparri e La Russa e di tanti altri.
La svolta nell’inchiesta arriva con la verità di Lorenzo Cola, consulente globale di Finmeccanica, ex braccio destro del presidente Pier Francesco Guarguaglini, già condannato a 3 anni e 4 mesi: “Io sono stato certamente parte del sistema di corruzioni esistente in Enav, per conto di Selex, società gestita da noi di Finmeccanica, ma non ho mai realizzato direttamente provviste, né consegnato denaro ai fini corruttivi: non era il mio ruolo e non ho fatto questo, tranne un episodio. Sapevo e certamente partecipavo a un sistema che prevedeva la remunerazione di esponenti politici e manager”, confessa infatti Lorenzo Cola.
Gli atti dell’inchiesta Finmeccanica – Enav raccontano di un “sistema corrotto negli interstizi”, di cui i vertici di Finmeccanica e Selex (Pierfrancesco Guarguaglini e la moglie Marina Grossi ) erano “pienamente consapevoli” e raccomandavano di “fare bene i compiti”, perché ne sarebbe andata della loro riconferma nella carica. A gettare luce su questo “mondo sommerso” è proprio il consulente globale, Lorenzo Cola. Tra i politici e manager “remunerati dal sistema”, a detta del consulente globale, c’è Ilario Floresta, ex deputato di Forza Italia, c’è poi l’onorevole Bonferroni, espressione dell’Udc, al quale agli inizi del 2008 sarebbero stati dati 300-350 mila euro in contanti, “provenienti da sovrafatturazioni di società che lavoravano con Selex”. Riguardo al potere di nominare il Cda di Enav,invece, Cola spiega che questo formalmente spettava al Ministero dell’Economia, ma “sul piano sostanziale la nomina era il frutto di una precisa ripartizione politica”. Una grande torta, a quanto pare, dove nessuno sembrerebbe aver rinunciato alla propria fetta.

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di Antonio Formisano
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