Politica / Parlamento

Commenta Stampa

L'accordo riguarda quasi 200 mila imprese

Firmata moratoria debiti delle Pmi, Tremonti "Conti ok"

"Negli altri Stati la crescita è drogata dalla finanza"

Firmata moratoria debiti delle Pmi, Tremonti 'Conti ok'
16/02/2011, 14:02

ROMA - Buona notizia per le piccole e medie imprese italiane. E' stata firmata tra governo e Confindustria una moratoria per i debiti delle piccole imprese che quindi, con l'aiuto delle banche, potranno cominciare a pagare solo tra 6 mesi. Tra le norme più importanti, quella che stabilisce che, se una azienda indebitata delibera un aumento di capitale, la banca aumenterà il proprio credito in rapporto a questo aumento di capitale.
Poi è toccato a Silvio Berlusconi e a Giulio Tremonti, davanti ai giornalisti, illustrare i dettagli. E da qui inevitabilmente la discussione è scivolata sullo stato dell'economia italiana e dei conti pubblici. Su cui Tremonti si è mostrato certo: "Adesso si apre una fase di diversa attività, dobbiamo continuare a tenere i conti pubblici ma adesso possiamo guardare al lato dello sviluppo economico. Lo possiamo fare in Europa quando presenteremo il piano ad aprile che dovrà essere un piano con i numeri".
Anche il fatto che l'Italia è agli ultimi posti dell'Europa nel 2010 come crescita del Pil non sembra preoccupare il Ministro delle Finanze: "Quest'anno cresciamo all' 1,1%, perfettamente in linea con le previsioni del governo. Meno di altri paesi? In parte è vero ma non dimenticatevi che in questi 10 anni alcuni paesi sono cresciuti molto drogati dalla finanza, e oggi stanno scendendo le valli baldanzosamente percorse grazie alle carte di credito, leve finanziarie, con tutta la finanza privata". Tuttavia ha ammesso che l'economia è frenata dal fatto che il sud è nettamente più povero del nord.
Peccato che questo "Vangelo economico secondo Tremonti" non abbia affrontato minimamente i problemi, finora. Anzi, li ha aggravati. Per esempio è inutile dire che il sud rallenta la crescita economica dell'Italia, se poi il sud viene privato dei fondi Fas, che dovevano andare per l'85% al sud e che invece sono andati solo per il 30% alle regioni meridionali.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©