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Dall'opposizione tuonano:"Non se ne farà nulla"

Fisco, Berlusconi lancia le 2 aliquote ma il Pd intima l'alt:"Basta fare propaganda"


Fisco, Berlusconi lancia le 2 aliquote ma il Pd intima l'alt:'Basta fare propaganda'
09/01/2010, 17:01

ROMA - La proposta "rivoluzionaria" del Premier non convince i rappresentanti del Partito democratico. Dall'opposizione sono infatti sicuri che "non se ne farà nulla" e che, quella di Berlusconi, debba essere considerata esclusivamente come l'ennesimo mega-annuncio propagandistico in stile "aboliremo l'Ici". A parlare con toni particolarmente critici è Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro della segreteria nazionale del Pd.
"Basta promettere rivoluzioni fiscali, il premier faccia qualcosa di concreto: dica sì all’abolizione degli studi di settore" dichiara infatti Fassina su "La Stampa". L'invito corale del partito di Bersani è dunque rivolto al preciso (e spinoso) tema ricollegato all'abolizione degli studi di settore. Una manovra che il Presidente del Consiglio dovrebbe lanciare subito se "vuole veramente semplificare il sistema fiscale italiano, senza continuare a fare propaganda sulla Grande Riforma".
Insomma:"Dal 1994, il presidente Berlusconi ha fatto il presidente del Consiglio per quasi un decennio continuando a promettere imminenti rivoluzioni fiscali - ricorda Fassina -. L'ultima volta è stato ad ottobre scorso quando si è impegnato davanti all`assemblea di Confcommercio ad un primo intervento sull'Irap nella Finanziaria allora in corso di approvazione. Non solo non è successo nulla, ma nella Finanziaria per il 2010 il Governo ha dato libertà alle Regioni di aumentare ulteriormente l`Irap in caso di deficit sanitario eccessivo"
Per Fassina non c'è dubbio dunque: anche questo provvedimento che il Primo Ministro dice di essere in procinto di approvare in collaborazione con Tremonti, come altri precedenti rivoluzioni fiscali annunciate, non sarà approvato e si concluderà con un nulla di fatto

L'IDV E' CON BERLUSCONI
"L'Italia dei valori non è solo il partito del no". A spiazzare un po' tutti ( o almeno quelli che davano per scontata l'opposizione eterna, automatica e pervicace del partito di Di Pietro) è questa dichiarazione dell'ex pm, il quale, con la sua formazione politica, si dice in accordo con la proposta berlusconiana e pronto a votare si ad una legge che sia rivoltà all'equità sociale e fiscale. All'assemblea organizzata a Milano per protestare contro la scelta di intitolare una via a Bettino Craxi,  Di Pietro aggiunge difatti che: "Se una cosa è giusta, quella di ridurre le tasse e, allo stesso tempo, farle pagare a tutti, Berlusconi compreso, l’Idv è d’accordo". Non solo, il leader dell'idv incalza e rilancia la proposta del suo eterno rivale:"La settimana prossima - ha continuato Di Pietro - invece di discutere la legge ad personam, Berlusconi porti in Parlamento la redistribuzione dell’equità sociale e di quella fiscale, e noi dell’Idv voteremo a favore".
Tuttavia, l'ex fustigatore di mani pulite, non è riuscito a trattersi e, in conclusione di discorso, ha precisato:"La verità è che Berlusconi parla di equità fiscale, ma pensa all’equità personale. Se vuole un’equità fiscale a favore dei cittadini, la smetta con gli scudi fiscali".

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di Germano Milite
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