Politica / Parlamento

Commenta Stampa

A palazzo Madama fuori anche Saia e Viespoli

Fli, al Senato restano in sei. Che ne sarà di loro?

Ancora incerta la possibile defezione di Urso

Fli, al Senato restano in sei. Che ne sarà di loro?
23/02/2011, 10:02

ROMA – C’è chi se ne va e chi invece entra. Futuro e Libertà tira avanti e non si lascia intimidire da reali o presunti abbandoni. Non fa nulla se al Senato il gruppo non esiste più, non preoccupa (almeno questo è ciò che si vuole far credere) che diversi parlamentari abbiano deciso di salutare Fini definitivamente, perché a quanto pare per un parlamentare che esce c’è un parlamentare disposto ad entrare. Sono le regole del gioco, assicura il finiano per eccellenza Italo Bocchino, “perché il partito è vivo e vegeto” anche se lotta “a mani nude contro i carri armati”. E ribadisce che dietro gli esodi “c’è un’operazione di Palazzo con l’acquisizione di alcuni parlamentari”. A palazzo Madama, intanto, nonostante i tentativi delle colombe, dopo una tesissima riunione con un Mario Baldassarri impegnato in un’opera di convincimento dei colleghi a rinviare ogni decisione, il gruppo alla fine si è sciolto: fuori, dunque, anche Maurizio Saia e Pasquale Viespoli, che di Fli al Senato ne era addirittura il capogruppo. Dopo le uscite di Giuseppe Menardi, che neppure ha partecipato alla riunione di ieri, e Franco Pontone, il gruppo viene meno: ma degli otto senatori che erano rimasti sono sei ora quelli che decidono di restare in Fli. Sono lo stesso Baldassarri insieme a Barbara Contini, Candido De Angelis, Egidio Digilio, Maria Ida Germontani e Giuseppe Valditara. Cosa ne sarà di loro? Il progetto, spiegano coloro che sono rimasti, è quello di costruire “un’alternativa competitiva all’attuale centrodestra”, di dare vita ad un “nuovo e più consistente gruppo parlamentare che faccia riferimento al Polo per l’Italia, rifiutando così qualunque ipotesi di ammucchiata a sinistra”. Alla Camera, invece, dopo gli ultimi addii di Roberto Rosso , Luca Barbareschi e Luca Bellotti la situazione sembrerebbe ancora stabile. Resta ancora un nodo da sciogliere però: il possibile ritiro di Adolfo Urso, che continua a tenere Fli sulle corde. A preoccupare, inoltre, sono le indiscrezioni che danno per scontata la decisione di Urso anche alla luce dell’incontro che ci sarebbe stato ieri sera con Viespoli e Luca Bellotti, l’ex Fli che è stato ricevuto a palazzo Grazioli dal premier, suscitando l’indignazione del popolo del web di Generazione Futuro, il sito dei giovani finiani. Usciti da Fli, insomma, passano tutti per palazzo Grazioli. Chissà perché. Ma non si dica che ci siano pressioni e compravendite da parte del premier.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©