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Il partito alla ricerca di alleanze

Fli: al via Costituente, Fini già leader


Fli: al via Costituente, Fini già leader
11/02/2011, 18:02

RHO-PERO  - Con la musica dell’Inno di Mameli si è appena aperta l’assemblea costituente di Futuro e Libertà. “Noi vogliamo che la primavera italiana non sia solo una speranza ma sia la realtà”: queste le parole del leader del partito Gianfranco Fini che ha prospettato tre giorni di lavori intensi, da oggi e fino a domenica prossima, durante i quali saranno discussi diversi temi e verranno messe in mostra “le nostre idee per una stagione di riscatto della patria e di protagonismo. Solo il tempo dirà se saremo all'altezza di questo compito".
Gremito il padiglione 18 della Fiera milanese di Rho-Pero che ospita i lavori. A sfilare, gli stati generali del partito appena uscito dalla maggioranza di governo. Il principale nodo da sciogliere, al momento, sembra essere proprio quello delle alleanze: secondo alcuni, Fli sarà solo un “partitino” destinato a cadere nel dimenticatoio, mentre per altri Fini è il premier di prossima generazione. Tutto è ancora da vedere, ma intanto i protagonisti già avanzano ipotesi.
Per l'ex ministro delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi la possibilità che Gianfranco Fini si candidi a premier in caso di elezioni ''è l'unica strada''. ''Fini deve essere leader di una lista civica nazionale alternativa alla sinistra” – ha detto Ronchi –“ per dare un punto di riferimento nuovo alla destra italiana. Non ci sono crisi di gelosie tra i leader del nuovo polo moderato, un polo che deve avere i valori del Ppe e deve essere alternativo alla sinistra. Mai accordi con la sinistra''.
D’accordo anche Italo Bocchino, secondo il quale "Il Fli nasce come alternativa alla sinistra e per batterla alle urne. Questo è il nostro obbiettivo”. Bocchino è rimasto però cauto nella scelta del candidato premier: "i candidati si scelgono quando ci sono le elezioni e al momento non c'è nessuna possibilità di immaginare che da qui a 60 giorni si vada alle urne", ha chiosato.
Un'apertura alla sinistra arriva invece da Fabio Granata. "Il tema delle alleanze elettorali non è di attualità, potrebbe anche esserci una situazione di emergenza che ci porti ad alleanze che siano più ampie rispetto al solo polo della nazione. Non possiamo escluderlo". ''Certamente Gianfranco Fini” – ha proseguito – “è quello che esprime meglio il senso della modernità, potrebbe esserci anche una situazione con Fini leader e Casini candidato premier ma comunque dipenderà dalla situazione e dalle alleanze".
Critico a proposito del nuovo partito si è mostrato invece il segretario de La Destra, Francesco Storace."Fini è pervaso dal rancore personale verso Berlusconi" - ha spiegato Storace - "si accompagna a un gruppo di teppistelli della parola che rispondono ai nomi di Bocchino, Granata, Briguglio, gente che lo ha sempre odiato e ora finge di venerarlo. pensa di poter giocare al Terzo Polo, eppure avrebbe dovuto osannare quel bipolarismo che gli ha consentito di diventare un leader della seconda Repubblica. Domani trescherà con la sinistra. Fini non merita nemmeno gli auguri". Anche perché, ha continuato, "è lui a vagheggiare una società multiculturale. Noi no. E nemmeno Cameron e Angela Merkel. E' stato lui a tentare di cancellare ogni presenza di destra nella società. Noi no. Siamo fieri e orgogliosi del nostro cammino".
Insomma, l’assemblea è partita da pochissimo e già infiammano le polemiche. Intanto, per il coordinatore nazionale del partito, Adolfo Urso, è necessario puntare su un elettorato ben preciso, ossia quello dei circa 20 milioni di italiani che al momento rifiutano di esprimersi su quanto sta accadendo nel paese. Per dirla in parole più povere, coloro che non si sentono rappresentati dal centrodestra attuale.

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di Ornella d'Anna
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