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Tulliani: documenti falsi contro di me

Fli: dossieraggio contro di noi, nessun accordo sulla giustizia


Fli: dossieraggio contro di noi, nessun accordo sulla giustizia
22/09/2010, 15:09

ROMA - L'ultima pubblicazione del Giornale ha fatto esplodere la rabbia di Giancarlo Tutlliani e dei finiani. Infatti questa mattina il quotidiano della famiglia Berlusconi ha pubblicato un documento attribuito al Ministero di Santa Lucia (il minuscolo Stato dove hanno sede le due società off-shore in questione) dal quale risulterebbe che Tulliani è il vero proprietario delle due società off-shore che hanno acquistato l'immobile di Montecarlo, usato anche da Gianfranco Fini, che una volta era di proprietà di AN. Ma Carlo ed Adriano Izzo, legali del cognato di Fini, oggi in una nota fanno sapere che "da una prima indagine eseguita dai sottoscritti difensori emergono forti perplessità sull'autenticità del documento pubblicato dai quotidiani Libero e Il Giornale e attribuito al ministro di Giustizia di Santa Lucia. Il signor Gian Carlo Tulliani smentisce categoricamente la notizia secondo la quale ci sarebbe la sua persona dietro la società off-shore che ha comprato l'appartamento monegasco, ribadendo di essere un semplice conduttore della suddetta unità immobiliare".
Ma la cosa ha fatto infuriare anche i finiani, che a questo punto dicono no a qualsiasi accordo sulla giustizia. In effetti recentemente c'erano stati molti incontri tra Daniela Buongiorno, presidente della Commissione Giustizia alla Camera, e Nicolò Ghedini, avvocato del premier e suo emissario in materia di giustizia. All'ordine del giorno c'era sempre il come fare una legge che salvasse Berlusconi dai suoi processi e dalle indagini su di lui. Ma oggi si cambia registro dato che, a proposito del documento di Tulliani, sono stati riscontrati "elementi che evidenziano una vera e propria attività di dossieraggio, con utilizzo di ingenti risorse di denaro in Italia e all'estero al fine di produrre e diffondere documentazione falsa".
A questo punto, aumenta la necessità per il premier di acquistare altri parlamentari, in grado di votare simili provvedimenti senza battere ciglio.

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di Antonio Rispoli
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