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Slitta a domani il vertice degli insorti al Senato

Fli e i malumori interni: fase di rodaggio?

Fini vorrebbe tentare una ricucitura in extremis

Fli e i malumori interni: fase di rodaggio?
14/02/2011, 15:02

ROMA – Futuro e Libertà non sarà mai con la sinistra. Non sarà contro Berlusconi e neppure pro Berlusconi. Futuro e Libertà sarà una forza politica moderata della destra. Questo il messaggio lanciato a chiare lettere nel corso del congresso fondativo di Fli. Ma a distanza di poche ore dal giorno del suo battesimo ufficiale, lo stesso partito si ritrova a fare i conti con delle crepe al suo interno. E viene spontaneo chiedersi se Futuro e Libertà, assodato che non sarà ne con la sinistra ne con Berlusconi, abbia consapevolezza di quale sia la sua vera identità politica e la sua anima. Praticamente è come dire che i malumori interni a Fli arrivano ancor prima della sua ufficializzazione concreta. E proprio a causa di questi malumori interni, il vertice degli “insorti” al Senato, previsto nel pomeriggio alle ore 15, slitta a domani. La riunione sarebbe dovuta servire per fare il punto sulle decisioni sull’organigramma del partito, che, con la nomina di Italo Bocchino a vicepresidente unico di Futuro e Libertà (praticamente il numero due dopo Fini, defilato per la sua carica istituzionale), hanno creato non pochi mal di pancia nel partito stesso, soprattutto nel gruppo del Senato guidato da Pasquale Viespoli e nell’ex coordinatore di Fli Adolfo Urso. E nonostante una nota ufficiale di Fli chiarisca che lo slittamento è dovuto a “improrogabili impegni di alcuni senatori che avrebbero dovuto partecipare all’incontro”, si fa strada l’ipotesi che la reale motivazione sia identificabile invece nei dissapori che in queste ore accomunano i componenti stessi di Futuro e Libertà. Al centro della polemica le decisioni di Fini. “Lo sconcerto – ha voluto infatti spiegare il capogruppo di Fli al Senato – è dovuto al merito e al metodo delle scelte compiute da Fini. Le sue scelte hanno determinato squilibrio sul piano dei rapporti interni e ulteriori equivoci sul piano della linea politica”. Chiaro il messaggio di Viespoli: non c’è condivisione e unanimità sulla scelta di Italo Bocchino e sulla linea politica. Infatti la scelta del rinvio di 24 ore del vertice di Palazzo Madama, piuttosto che essere una conseguenza scaturita dai numerosi assenti, sembra avere tutta l’aria di una pausa concordata per consentire al leader di Fli, Gianfranco Fini, di tentare in persona una ricucitura in extremis, pena la possibile perdita del gruppo futurista al Senato. A tagliare corto su tale ipotesi è invece l’uomo del contendere, Italo Bocchino, che ha spiegato: “Fini ha detto che non voleva commettere gli errori del passato: lui sta nelle istituzioni, ma ci vuole una guida del partito. Un’altra scelta, il coordinamento a tre come in passato c’è stato in An, sarebbe stato un pastrocchio”. Per Italo Bocchino insomma è naturale che ci siano degli scontenti perché “ogni volta che si fa un organigramma c’è una persona che può essere contenta e una scontenta” . Il tutto vorrebbe significare insomma per Bocchino che Fli è vivo.

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di Antonio Formisano
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