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Intanto Ronchi e Urso lasciano. Aria di nuova crisi?

Fli: “Né con la destra nè con la sinistra ai ballottaggi”

Da Bocchino un duro attacco al premier

Fli: “Né con la destra nè con la sinistra ai ballottaggi”
20/05/2011, 16:05

ROMA – Fli non sarà la ruota di scorta di Berlusconi, ma neppure appoggerà i candidati del centrosinistra, perché, tuona il vicepresidente di Fli Italo Bocchino, “destra e sinistra sono uguali”. L’Assemblea Nazionale di Futuro e Libertà ratifica, a stragrande maggioranza, la decisione di tenersi fuori dalla campagna elettorale e di non appoggiare nessuno dei candidati che corrono in vista dei ballottaggi.
A scandire la portata dell’Assemblea Nazionale di Fli è stata la relazione di Italo Bocchino che, dopo aver accennato all’equidistanza tra i due poli, ha sferrato un durissimo attacco al presidente del Consiglio, l’uomo che “ha inquinato il centrodestra italiano”, che “disdegna la legalità alleandosi con una forza antinazionale come la Lega” e che appoggia a Napoli “l’uomo di Cosentino, inseguito dalla procura per fatti di camorra”. Parole che però non hanno convinto i due dissidenti, Andrea Ronchi e Adolfo Urso, che, dopo aver ascoltato in silenzio in una fila centrale della platea, hanno poi lasciato il congresso prima del voto, confermando in questo modo le loro perplessità e rimandando a data da destinarsi la decisione di restare o meno all’interno del partito.
Mentre Futuro e Libertà, in linea con le decisioni assunte dalle altre forze del Terzo Polo, decide di non appoggiare nessuno dei candidati ai ballottaggi delle elezioni amministrative, a preoccupare però è la scelta delle due colombe, i due dissidenti che, concretizzando le voci di corridoio degli ultimi giorni, sembrerebbero intenzionati ad aprire una nuova crisi interna al partito futurista. D’altronde lo stesso Urso si è limitato a dire: “Quello che dovevo dire l’ho già detto, qui del resto si ratificano decisioni annunciate tre giorni fa: scelgo di restare in silenzio per non alimentare polemiche e parlerò dopo i ballottaggi”.

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di Antonio Formisano
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