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Berlusconi: “Se si vota a ottobre vince la sinistra”

Fondi ai partiti: arriva la proposta drastica del Pd

Il modello annunciato da Bersani è quello tedesco

Fondi ai partiti: arriva la proposta drastica del Pd
24/04/2012, 14:04

ROMA - Dimezzare il finanziamento pubblico ai partiti, creare un nuovo sistema di controlli e soprattutto garantire al massimo la trasparenza in materia di vita, mantenimento e funzionamento dei partiti. Sono queste le tre linee guida che il Partito Democratico proporrà oggi per bocca del suo segretario Pierluigi Bersani. Alla luce di quanto negli ultimi giorni sta venendo a galla, su un punto sono tutti d’accordo: occorre portare ordine nella complicata materia dei partiti politici.
Così, se dalla Lega e dall’Italia dei Valori arriva la disponibilità a rinunciare all’ultima tranche di finanziamento pubblico, con il partito di Antonio Di Pietro che sta raccogliendo le firme per un’iniziativa popolare in questa direzione, dal Partito Democratico arriva una svolta sulla legge per il finanziamento: abolirlo del tutto, è questo il ragionamento di Bersani, è una cosa impensabile; occorre dunque regolamentarlo in maniera trasparente. Il segretario del Pd lancerà oggi una proposta, a suo dire, molto “drastica”, incentrata su tre punti cardine: dimezzamento – controlli - trasparenza. Nello specifico, modello tedesco alla mano, Bersani propone una distribuzione dei fondi dello Stato per metà in base ai voti presi, e per metà in proporzioni alle donazioni ricevute.
Qualora l’ipotesi del Pd dovesse essere confermata, significherebbe che i finanziamenti ai partiti saranno suddivisi sulla base dei voti validi ottenuti da ciascuno di essi: non più considerando come oggi il numero totale degli aventi diritto al voto, ma degli elettori effettivamente andati alle urne. Poi, e questo è un punto di fondo, non ci saranno più rimborsi elettorali, ma finanziamento all’attività dei partiti, che dovranno essere coperti anche con spese proprie e donazioni. Al massimo si potrebbe pensare a un contributo per le spese elettorali che sia però una tantum. Quelle annunciate da Bersani sono solo linee guida, che poi dovranno essere tradotte in una proposta di legge da portare alla Camera, in commissione Affari Costituzionali.

BERLUSCONI: SE A OTTOBRE SI VOTA VINCE LA SINISTRA
Se si andasse alle elezioni a ottobre, “come potrebbe essere possibile”, la sinistra “potrebbe vincere”. A sostenerlo è Silvio Berlusconi, parlando ai coordinatori regionali del Pdl. L’ex premier non auspica il voto in autunno perché - dice - occorre riformare l’architettura costituzionale del Paese, ma non esclude che dopo l’estate si possa ritornare alle urne. In quel caso è probabile che la sinistra vinca e la sua vittoria sarebbe dovuta a due fattori. Secondo il Cavaliere l’uscita dei due ex alleati dalla coalizione, la Lega che “masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola” e Fini che “è andato via”, con il sistema elettorale in atto, favorirebbero la vittoria della sinistra.
Il Cavaliere ha anche annunciato che al prossimo congresso il Pdl cambierà il nome, ma non la sostanza: “L’acronimo Pdl - ha evidenziato Berlusconi - non suscita emozione, quindi al prossimo congresso sottoporremo un altro nome per il partito che resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee”.

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di Antonio Formisano
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