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Fondi. Campus, i dubbi e le perplessità di SEL


Fondi. Campus, i dubbi e le perplessità di SEL
11/06/2012, 12:06

Dopo che la Giunta Provinciale con deliberazione n°31 del 1 marzo 2012 ha approvato il “Progetto Preliminare relativo alla realizzazione di un Campus Scolastico di Istruzione Secondaria Superiore nel Comune di Fondi” la cui spesa complessiva si aggira intorno a Euro 27.616.300,00 si è aperta una discussione a cui sentiamo il dovere di non sottrarci.
Visto l’ingente impegno finanziario viene spontaneo porsi una serie di domande e affrontare delle serie riflessioni.
Innanzitutto, come accade ormai da tempo, la cittadinanza viene messa di fronte a decisioni che sembrano calate dall’alto sfuggendo a qualsiasi confronto politico e sociale. Dopo quali analisi, studi, elaborazione di dati e dinamiche è stata fatta la proposta? Di quale valutazione di impatto ambientale e socio-economico è stato tenuto conto?
Crediamo siano interrogativi legittimi che chiamano in causa la capacità di programmare per tempo e con coerenza interventi che potrebbero rivelarsi fondamentali per lo sviluppo urbanistico, sociale ed economico della città. Proviamo ad esporre con ordine le nostre perplessità.
Un simile intervento avrebbe potuto essere un’occasione per intervento di riqualificazione urbanistica di zone pesantemente compromesse da una edificazione selvaggia che ha annullato ogni segno di identità urbana. Esso, invece, diventa impattante per una zona a vocazione agricola, non proprio contigua al centro urbano, e quindi non facilmente raggiungibile e in un contesto idrologico sensibilissimo. In questo contesto le spese di urbanizzazione, fuori dall’area di progetto, per raggiungere il sito del campus, quali potenziamento di strade, illuminazione, fognatura, marciapiedi etc., diverrebbero una incombenza per le casse comunali.
Inoltre a che cosa serve un Campus scolastico ubicato nella nostra zona? L’istituto De Libero è quanto di più moderno esistente in Provincia. Il liceo Gobetti è stato oggetto di recente ristrutturazione e ammodernamento e consta di una palestra realizzata in tempi altrettanto recenti. Per quanto riguarda l’ITIS invece il discorso è più complesso ed infatti è dal 2002 che si era avviata una variante urbanistica al PRG per risolvere il problema legato ad esso. Sia per gli investimenti promossi per riammodernare il Gobetti che per l’iter avviato per il Pacinotti siamo propensi a immaginare, a questo punto, che ci sia stata improvvisazione e mancanza di programmazione. Anche perché siamo convinti che l’area individuata per quest’ultimo era sufficiente a soddisfare le esigenze dell’istituto cosa che ovviamente veniva a decadere se si pensava di ubicarci un Campus Scolastico. Ma così non era.
Non da meno ci sembra legittimo sollevare dubbi sull’economicità dell’operazione. In un periodo di ristrettezze economiche in cui si chiedono sacrifici enormi ai cittadini crediamo che 27 milioni di euro possano essere impegnati in modo più produttivo. Come pure crediamo che valeva la pena porsi qualche valutazione di impatto socio-economico che inevitabilmente l’intervento verrà a creare. Infatti intorno agli attuali poli scolastici si sono effettuati investimenti pubblici, in termini di urbanizzazioni e servizi, e privati, in termini di attività commerciali, che verrebbero vanificati. E’ stato tenuto conto di ciò?
Oltretutto uno dei pilastri delle riforme scolastiche, che notevolmente hanno già penalizzato la scuola pubblica, faceva leva sulla differenziazione dell’offerta formativa facendo in modo che i diversi istituti si attrezzassero per questo. Ora accorparli tutti in uno stesso sito con servizi e strutture comuni non appiattirebbe il tutto in un confuso ed indistinto progetto? Progetto che già nella sua fase attuale, per quanto preliminare, presenta lacune macroscopiche di razionalizzazione e offerta di spazi didattici.
Detto ciò non vorremmo che questo intervento rischi di diventare un paravento per realizzare qualche altro investimento di carattere commerciale da parte di un Project Financing realizzato dai soliti noti che in cambio otterrebbe vantaggiose e cospicue volumetrie in settori strategici della città già provviste di tutte le urbanizzazioni necessarie realizzate con i soldi dei fondani. Potremmo essere tacciati di malignità ma non ci sembra di discostarci troppo dalla realtà. Certo avremmo preferito che il Comune si fosse adoperato con lo stesso impegno e strenua caparbietà nell’individuare aree per la realizzazione di zone di edilizia convenzionata ed economica e popolare che avrebbe dato risposta ad esigenze più vaste e sarebbe servita da calmiere ad un mercato immobiliare fuori da ogni controllo e logica. Ma forse sarebbe pretendere troppo.

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di Redazione
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