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Fondi Ue; Cozzolino (Pd), dal 2010 in Campania è paralisi


Fondi Ue; Cozzolino (Pd), dal 2010 in Campania è paralisi
06/09/2013, 16:29

NAPOLI - “E da che percentuale di utilizzo dei fondi europei voleva partire Caldoro nel  marzo 2010, quando è stato eletto presidente della Regione Campania, se non dal 3 percento, visto che la certificazione della spesa del Por Campania 2007-2013 era iniziata 8 mesi prima, vale a dire il 1° luglio 2009?”, afferma il vice capodelegazione del Pd al Parlamento europeo Andrea Cozzolino.
“È proprio a partire dal 2010 – prosegue - che si è paralizzata completamente la spesa dei fondi europei in Campania. Al 30 giugno 2012, la spesa certificata del Por-Fesr ammontava a 990 milioni di euro, pari al 14,4 percento del totale. Dopo esattamente un anno, il 30 giugno 2013, la spesa certificata sul Por-Fesr è arrivata appena ad 1.159 milioni di euro. In un anno, la Regione Campania è riuscita a spendere solo 169 milioni di euro di fondi per lo sviluppo. Lo dicono le cifre ufficiali della Regioneria Generale dello Stato (http://www.rgs.mef.gov.it/_Documenti/VERSIONE-I/Attivit--i/Rapporti-f/Il-monitor/Datidiattuazione/Convergenza/MICONV2007-2013-30-06-2013.pdf). La percentuale di spesa è però magicamente lievitata al 25,59 percento del totale semplicemente perché nel frattempo il Por-Fesr Campania ha perso circa due miliardi di euro per effetto del Piano Azione Coesione (da 6,9 miliardi a circa 4,5), altrimenti la percentuale sarebbe ancora ferma a un misero 16%. Un po' meglio va la spesa del Fse, dove, sempre grazie al taglio dei fondi dirottati sul Pac, la spesa certificata è al 30,85%. Sempre comunque di un risultato modestissimo si tratta. Basti pensare che la Sicilia, penultima in questa graduatoria, ha certificato spesa per il 46% dell’Fse, la Basilicata è al 60 percento”.
“La Campania continua a scontare il grave rallentamento della spesa dovuta alla paralisi che c’è sui Grandi Progetti. Se entro il prossimo 31 dicembre non verranno riprogrammati gli oltre 2 miliardi di spesa bloccata su queste opere, il rischio di restituire queste somme a Bruxelles è quasi certo. Occorre concordare una strategia con la Commissione che consenta di utilizzare, immediatamente, questi fondi per misure anticrisi (credito d’imposta, borse lavoro, incentivi), mentre i Grandi Progetti che sono fattibili vanno irrimediabilmente portati sulla futura programmazione 2014-2020. A questo punto, per gli errori commessi e i ritardi accumulati non esiste altra strada. Altrimenti la Campania da qui a pochi mesi potrà dire di aver perso 4 miliardi di euro di fondi Ue”, conclude Cozzolino.

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di Redazione
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