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Ha incontrato nella sede del Pdl Alfano e Maroni

Formigoni: "Non ho fatto nessun errore. Non mi dimetto"

Multa di 900 euro per diffamazione dei Radicali

Formigoni: 'Non ho fatto nessun errore. Non mi dimetto'
11/10/2012, 16:00

MILANO - La tempesta che ha travolto la Regione Lombardia non è ancora finita. Le indagini della magistratura vanno avanti e, intanto, la Lega si smarca dalla giunta Formigoni. Consiglieri e assessori lombardi della Lega hanno consegnato le proprie dimissioni al partito. Da fonti vicine al governatore si apprende che Formigoni abbia ritirato le deleghe degli assessori della Lega Nord, del vicegovernatore Andrea Gibelli all'Industria, di Daniele Belotti al Territorio, di Giulio De Capitani all'Agricoltura e di Luciana Ruffinelli a Sport e giovani. In mattinata, il presidente della Regione Lombardia aveva partecipato alla trasmissione 'La telefonata' di 'Libero Tv' rispondendo alle domande del direttore Maurizio Belpietro: "Se i leghisti vogliono il dialogo devono ritirare le dimissioni, decidano se vogliono far parte dell'alleanza in Lombardia, Veneto e Piemonte. La Lega deve decidere se stare dentro o fuori, se intende continuare. Di conseguenze deciderò se fare una giunta nuova guidata sempre da Formigoni o se si va ad elezioni. Se la Lega conferma le sue dimissioni come primo atto dovrò attribuire le nuove deleghe, a partire dalla Sanità. Prenderò atto della decisione dei consiglieri leghisti".
E sembra questa la strada che intende seguire il governatore lombardo, come aveva anche suggerito il segretario del Pdl Angelino Alfano intervenendo a 'Radio Anch'io': "Penso che Formigoni debba azzerare tutto e ricominciare daccapo non perché i componenti della sua giunta siano tacciabili di qualcosa, ma perché occorre dare un segnale di cesura. Ho avuto già modo di parlare di questo con Formigoni che vedrò nelle prossime ore. Vedrò anche Maroni. Noi lavoriamo per evitare che cada la Regione Lombardia, credo che Formigoni abbia fatto un buon lavoro e debba fare un gesto molto forte, che non debba dimettersi".
Per Formigoni, "i leghisti devono decidere, se fanno parte di questa alleanza nata tre anni fa contemporaneamente in Lombardia, Veneto e Piemonte oppure se intendono sfilarsi. Non è un ricatto o una ripicca. Nel 2010 Lega e Pdl decisero di presentarsi in alleanza alle elezioni regionali designando due leghisti alla presidenza di Veneto e Piemonte e un pidiellino alla Regione Lombardia. Il patto è uno solo, se qualcuno lo rompe da una parte, lo rompe dappertutto. Spetta a loro decidere se vogliono far cadere le tre giunte oppure vogliono continuare a discutere insieme su quello che sia più opportuno fare. Se invece la Lega intende continuare a condividere questo patto politico, decideremo insieme il da farsi e anche in questo caso la mia volontà è molto netta. O giunta nuova o si va a elezioni". Formigoni ha parlato anche del caso Zambetti, arrestato ieri con l'accusa di aver comprato un pacchetto di voti pagando la 'ndrangheta. "Ci sono responsabilità anche da parte dei vertici del Pdl che avevano giurato su di lui. L'accusa è di una gravità assoluta ed è del tutto inaccettabile. O è un abbaglio incredibile della magistratura, ma mi pare proprio di no, oppure Zambetti è uno spergiuro che ha tradito la fiducia di tutti noi. Ha tradito anche il patto fatto con il presidente e con il proprio partito. A questo punto, prenderò decisioni forti, nette. La 'ndrangheta non deve avere accesso nelle istituzioni e non lo avrà". Sulla stessa vicenda Zambetti, il segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini ha utilizzato parole dure, allargando ancora di più la distanza tra il partito e la giunta Formigoni: "Tutti compatti, sono orgoglioso di loro. I nostri consiglieri e assessori sono disposti a dimettersi, dimostrando così che non siamo attaccati alle poltrone. Per noi la puzza della 'ndrangheta dentro l'istituzione Regionale è insopportabile. Il governatore prenda atto che ha sbagliato nominando un assessore che aveva contatti con la 'ndrangheta. Per questo noi chiediamo l'azzeramento totale della giunta. Tra di noi c'è forte consapevolezza che si voterà in primavera. E al voto il Carroccio si presenterà probabilmente da solo, sia alle regionali che alle politiche. Ma lo decideremo all'assemblea federale convocata a febbraio".


AGGIORNAMENTO DELLE ORE 16:00

"Ci sono sempre io e non mi dimetto". Queste le parole di Roberto Formigoni, prima di entrare una seconda volta nella sede del Pdl in via dell'Umiltà a Roma. Il presidente della Regione Lombardia si è confrontato con il segretario del Pdl Angelino Alfano e della Lega Roberto Maroni stamattina ed è ritornato nella sede del Pdl questo pomeriggio per proseguire il vertice con Alfano. Formigoni ha respinto tutte le richieste di dimissioni: "Indipendentemente da tutti, siccome il presidente eletto sono io e voglio dare risposte ai cittadini lombardi, ci sarà una forte discontinuità che metterò in atto nei prossimi giorni, una riduzione molto forte della giunta che sarà rinnovata nella composizione".
Non ha fatto alcun passo indietro Roberto Formigoni e si è dichiarato estraneo a tutte le vicende che continuano a mettere al centro dell'attenzione la Regione Lombardia: "Io non ho fatto nessun errore e la mia Regione è l'unica che ha i conti in ordine. Quanto all'incontro con la Lega, questa mattina abbiamo cominciato a dialogare con Maroni. Mi sembra un atteggiamento molto positivo, ma dobbiamo continuare a parlare". Il presidente della Regione Lombardia è stato inoltre condannato a 900 euro di multa per diffamazione a mezzo stampa per aver accusato i Radicali di aver manipolato le firme raccolte a sostegno della sua lista per le regionali del 2010. Il pm, inizialmente, aveva chiesto un anno di carcere e 500 euro di multa. Il giudice ha stabilito che ai Radicali vadano 110 mila euro come risarcimento. "Sono stato condannato a una sanzione da 900 euro - ha ammesso Formigoni parlando di sé in terza persona -. E' la prima volta che un tribunale prevede di mettere becco nelle polemiche tra politici, ma evidentemente quando c'è di mezzo Formigoni si cambiano anche le regole".

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di Emanuele De Lucia
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