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"Il posto non è un diritto, il lavoro sì"

Fornero, gaffe sul diritto al lavoro poi si corregge

Il Ministro "raddrizza" la sua intervista al WSJ

Fornero, gaffe sul diritto al lavoro poi si corregge
27/06/2012, 19:06

ROMA - Mentre si votava la fiducia alla riforma sul lavoro che porterà il suo nome, Elsa Fornero si è trovata al centro di una nuova furiosa polemica mediatica scatenata dalla traduzione, forse troppo sintetica, di una sua intervista al Wall Street Journal. L'articolo apparso questa mattina affermava che per il ministro “il lavoro non è un diritto”. Era più articolato il pensiero di Fornero: anche i giovani devono sapere, aveva detto che “a job isn't something you obtain by right but something you conquer..”. Ovvero, “che un lavoro non è qualcosa che spetta per diritto ma qualcosa che si conquista...”. Un lavoro, non “il lavoro”, ma è bastato a far esplodere le polemiche. Immediate le proteste di varie parti politiche che si richiamavano fra l'altro al primo articolo della Costituzione, “L'Italia è una repubblica fondata sul lavoro”. Mentre le strade del centro di Roma erano percorse dai manifestanti che cercavano di raggiungere Montecitorio per protestare contro la riforma, Lega e Idv non hanno perso l'attimo: “Napolitano richiami al suo dovere il ministro del Lavoro”, ha tuonato il senatore della Lega Nord, Gianvittore Vaccari. Sulla stessa linea Antonio Di Pietro: “Prima di capovolgere così il principio fondamentale della Repubblica, non sarebbe opportuno che i professori Monti e Fornero consultassero gli italiani per capire se sono d'accordo?”. Così il ministro ha dovuto precisare: il diritto al lavoro non è mai messo in discussione, è riconosciuto dalla nostra Costituzione, nell'intervista si faceva riferimento “alla tutela del lavoratore nel mercato e non a quella del singolo posto di lavoro”. Insomma la legge intende tutelare il diritto al lavoro ma non quello al singolo impiego. In questo clima torna di stretta attualità la mozione di sfiducia contro Fornero proposta due settimane fa da Lega e Idv, e calendarizzata per martedì 4 luglio.
Una polemica che sembra non avere fine. E’ intervenuta in difesa del Ministro Fornero anche Mariastella Gelmini, ex Ministro dell’Istruzione. “Il mondo del lavoro non può più coltivare la sicurezza e l'idea del posto fisso. Ingannerebbe il presente e il futuro delle giovani generazioni, sia sul versante dei valori cui ispirarsi per affrontare una competizione globale, sia sul versante di un impegno pubblico che non è più in grado di sopportare politiche assistenziali sulle quali la vecchia politica ha costruito il consenso”. Una sponda forse inattesa per Elsa Fornero, quella della Gelmini. E' infatti l'ex ministro Pdl a spiegare che “in fondo è questo il senso delle affermazioni del ministro Fornero considerate - sottolinea - dal conservatorismo della sinistra italiana purtroppo eretiche”. “Non stupisce quindi che sia sottoposta ad attacchi vergognosi e velenosi, che il suo coraggio subisca un fuoco concentrico di malevoli attenzioni”, rincara la Gelmini che chiude con un'ulteriore stoccata: “Stupisce il silenzio dei responsabili che per essere tali hanno accompagnato in rigoroso silenzio il travaglio di una nuova legislazione”.
Ma la Lega non ci sta e ci va giù pesante: “La riforma Fornero piace esclusivamente al ministro Fornero. Noi votiamo contro nell'interesse degli italiani”: lo ha detto nell'Aula della Camera Massimiliano Fedriga in dichiarazione di voto sulla riforma del Lavoro. “Caro ministro - dice rivolto alla responsabile del Welfare - governo e Parlamento non sono al servizio della Ue ma dei cittadini. State facendo un danno al Paese”. Un duro attacco del leghista è arrivato sulla vicenda degli esodati: “ministro, lei sta nascondendo i numeri”, ha detto mentre Fornero scuoteva la testa in segno di disapprovazione. E' quando il leghista ha accusato il ministro di aver minacciato i vertici dell'Inps sui numeri degli esodati, Fornero ha annuito visibilmente. “Noi le chiediamo la verita', non lacrime”, conclude Fedriga accusando il governo di avere detto, invece, “bugie su bugie”.

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di Valerio Esca
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