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L'Idv protesta per le parole del Ministro

Fornero: "L'Inps sugli esodati? I vertici andrebbero cacciati"


Fornero: 'L'Inps sugli esodati? I vertici andrebbero cacciati'
12/06/2012, 14:06

ROMA - Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ritorna sulle comunicazioni dell'Inps, che hanno rivelato come gli esodati non fossero i 65 mila di cui ha parlato il Ministro, ma 390 mila. Lo fa all'assemblea di Confartigianato, parlando con i giornalisti a margine dell'evento: "Se fossimo in un settore privato questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici (dell'Inps, ndr). Siamo in un settore pubblico, ci sono le leggi e c'è il parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate, Il ministro (parla di se stessa in terza persona, ndr) non ha mai voluto dire che i numeri non debbano essere dati; dico solo che quelli sono parziali e non interpretati. E allora dare numeri così, su questioni che interessano molti italiani, è molto improprio e, vorrei dire, deresponsabilizzante. Ribadisco interamente il comunicato che il ministero dell'Economia e il ministero del Lavoro avevano fatto in occasione del decreto dei 65mila per cui erano approntati fondi e ribadisco l'intenzione seria del governo a un problema che c'è, ma la cui dimensione esatta non è contenuta in quei numeri; questo perché, ad esempio, più di 60mila di quelle persone sono già in pensione o ci andranno quest'anno".
Una discussione che ha provocato la reazione di Antonio Di Pietro, leader dell'Idv: "È deprecabile che un ministro in carica dia dei numeri diversi da quelli forniti dall'Inps, che è l'ente di riferimento. Ed è inammissibile che Fornero continui a giocare allo scaricabarile senza rendersi conto delle conseguenze e dei drammi sociali provocati dalle sue scelte. Quella sugli esodati non può essere considerata solo l'ennesima incomprensione. Per questo l'IdV ha chiesto al Ministro del Lavoro di venire a riferire in Parlamento in ogni caso, sarebbe meglio fare a meno di un ministro dal comportamento irresponsabile e ignorante, poiché ignora come stanno realmente le cose. E' lei che dà i numeri e che deve essere sfiduciata".

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di Antonio Rispoli
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