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Giovani senza chance, senza progetti di vita

Fornero, non è un bel primo maggio manca lavoro per giovani


Fornero, non è un bel primo maggio manca lavoro per giovani
01/05/2012, 17:05

ROMA - «Non è un bel primo maggio sia per l'assenza di lavoro che è un grandissimo problema, ma anche per gli incidenti sul lavoro, gli ultimi due accaduti ieri». Lo ha detto il ministro del lavoro, Elsa Fornero intervistata durante la trasmissione radiofonica Radio Anch'io. «Non è un bel primo maggio, dobbiamo riflettere sulle ragioni di questa crisi, dobbiamo soprattutto agire». Il lavoro delle donne è la «chiave decisiva per lo sviluppo del Paese» precisa ancora il Ministro. Elsa Fornero ha poi preso parte alla celebrazione per il primo Maggio al Quirinale dove ha affermato: «Le donne devono essere decisamente aiutare, dalle istituzioni, dai servizi e dal cambiamento di mentalità, a trovare la propria via alla conciliazione dei tempi di vita familiare e di lavoro, non necessariamente attraverso l'imitazione di modelli maschili», ha aggiunto il ministro ricevendo l'applauso spontaneo della platea. Il Governo «non può che auspicare la rapida approvazione» della riforma del mercato del lavoro in discussione al Parlamento. Il ministro ha ricordato che la riforma si muove nella direzione di favorire un mercato del lavoro «inclusivo e dinamico».Privare i giovani «di buone opportunità di lavoro equivale a privarli della possibilità di costruirsi un progetto di vita». Il ministro del lavoro Elsa Fornero alla cerimonia per il Primo Maggio, ha sottolineato poi che «i giovani devono essere messi nella condizione di ritrovare l'entusiasmo per gli studi, la determinazione nelle ricerca di un'occupazione, la soddisfazione di vedere riconosciuto il merito, l'appagamento di un reddito dignitoso che scaturisce dalla propria produttività». «Siamo un Paese con crescita bloccata e disoccupazione elevata, problemi strutturali che la crisi degli ultimi anni ha acuito», ha spiegato il ministro ricordando i recenti dati su disoccupati, sottoccupati e scoraggiati. «Il dramma della mancanza di lavoro non è però uniformemente distribuito tra lavoratori e aree del Paese», ha aggiunto, evidenziando che «permane un profondo dualismo nel mercato del lavoro tra giovani e anziani, tra donne e uomini, tra Nord e Sud». In particolare, ha spiegato come i giovani «costituiscono la parte più debole della società mentre dovrebbero rappresentarne le risorse vitali, sulle quali innestare il tanto auspicato percorso di crescita». Gli anziani «sono sempre più spinti dalla crisi verso lunghi periodi di non lavoro». «Il sistema economico - ha aggiunto - deve trovare al proprio interno le energie di rinnovamento che lo rendono in grado di sfruttare al meglio il capitale umano degli 'esclusì. La politica deve aiutare e favorire questo rinnovamento». La riforma del mercato del lavoro, secondo il ministro, è «da mettere alla pari di riforme del diritto di proprietà di cui storici economici come Douglass North hanno messo in risalto il ruolo fondamentale nella nascita e nello sviluppo delle economie moderne». «Con la riforma del mercato del lavoro intendiamo ridare dignità e centralità al lavoro, realizzare un mercato più inclusivo, ma anche più dinamico, che aumenti l'occupazione e riduca efficacemente tali dicotomie». Per dare slancio al Paese, secondo il ministro, «occorre partire dalla constatazione che un mercato del lavoro ben regolato e ben funzionante non si limita a distribuire un numero fisso di posti di lavoro ma riesce a includere, dinamicamente, il lavoro di tutte le persone adulte. In siffatto mercato la maggiore occupazione delle donne non viene a scapito di quella degli uomini, né quella degli anziani sottrae lavoro ai giovani, ma l'una e l'altra contribuiscono al rilancio dell'economia e, quel che più conta, al benessere collettivo. Tutti sono considerati una risorsa, non un peso».

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di Valerio Esca
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