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"Non si interviene alla vigilia di un voto grave"

Forza Italia: esternazioni Napolitano "moda dannata"


Forza Italia: esternazioni Napolitano 'moda dannata'
11/12/2013, 18:57

ROMA- "Se c'è una moda dannata è quella delle esternazioni che un presidente della Repubblica non dovrebbe permettersi, specie quando, come oggi, interferiscono in modo lampante con il dibattito sulla fiducia. Non si fa". Queste le parole che si leggono sul Mattinale, nota politica di Forza Italia, nel quale si replica contro il Capo di Stato Giorgio Napolitano, sostenendo che ieri gli  "è sfuggita una formula non propriamente da presidente di un paese democratico. Ha condannato la 'dannata moda' di invocare le elezioni".

"Che non si fa così non è che lo diciamo noi- si legge ancora-  Lo facciamo dire dall'onorevole Napolitano del 1991 a lui stesso diventato capo dello Stato quando scrisse che il precipitare della grave questione costituita dai comportamenti sempre più abnormi e inquietanti del presidente della Repubblica non è che l'ultimo anello della spirale involutiva che sta stringendo il paese. Pubblichiamo oggi il testo dello sconvolgente articolo scritto da Napolitano per Repubblica dove si schierava apertamente per la messa in stato d'accusa del presidente Francesco Cossiga. Un errore di gioventù, come gli articoli scritti per l'Unità a favore dei carri armati sovietici in Ungheria?". 

Il mattinale continua duramente: "Non si interviene alla vigilia di un voto grave e decisivo per umiliare una parte politica, confinandola nel settore della 'moda' e pure 'dannata'. La questione Napolitano è buona compagna della questione di Letta e del suo governo. È affare di democrazia e di costituzione. Con il massimo rispetto delle istituzioni e delle personalità che le incarnano, noi riteniamo che oggi non prendere la strada delle elezioni, con il passaggio in tempi stretti alla discussione e alla approvazione di una legge elettorale, sia una scelta grave e delegittimata in partenza, come il parlamento che viene fatto rimanere artificialmente e con spregio del buon senso".

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di Flavia Stefanelli
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