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A 24 anni è già consigliera provinciale del Pdl

Francesca Pascale: da Telecafone a Montecitorio



Francesca Pascale: da Telecafone a Montecitorio
11/08/2009, 12:08

Angelo Agrippa, per il Corriere del Mezzogiorno, intervista Francesca Pascale (Consigliera provinciale del Pdl con delega ai grandi eventi). Eletta con 7000 preferenze, la Pascale, ha le idee chiare: "Voglio motecitorio", tuona sicura e dice di adorare Berlusconi, la Politica, Napoli, il Napoli...insomma un po' tutto e tutti.
Qualcuno, nei giorni scorsi, ha pubblicato su youtube alcune clip che la ritraggono mentre fa da valletta sgambettante ad Oscar Di Maio, celebre protagonista di Telecafone; la seguitissima  trasmissione comica di Telecapri. Un velina di provincia insomma, che, dopo aver fondato il comitato:"Silvio ci manchi" ed aver conosciuto personalmente il premier, è finita in politica. Attenzione però: la pascale ci tiene a precisare che, la sua esperienza in ambito istituzionale, nonostante abbia solo 24 anni, c'è e come: "Ero rappresentate d'istituto all'istituto d'arte Palizzi di Napoli", sottolienea la giovane Napoletana che conclude il suo "ampio" curriculum politico ricordando che: "Allo stesso tempo ero nel movimento giovanile del Pdl".
Agrippa ce la mette tutta per rendere interessante e non squallidamente banale la sua intervista ma, per quanto siano interessanti e bene articolate le domande, la Pascale sembra vittima di un lavaggio del cervello operato a base di qualunquismo ed adorazione incondizionata verso il Primo Ministro. Quando gli si chiede che cosa ne pensa della confusione tra politica e spettacolo alla quale si sta assistendo, la bella partenopea risponde che la cosa non le dispiace affatto e, anzi, la trova giusta e auspicabile purchè, ci tiene a precisare, si evitino:"Spettacoli nauseabondi come quello del teatrimo montato intorno a Noemi". In ogni caso, per chi ha voglia di rimanere basito, pubblichiamo per intero l'intervista comparsa sul corriere del Mezzogiorno...ulteriori commenti a questa nuova "rampolla" berlusconiana sono superflui; il perchè lo capirete seguendo il botta e risposta tra lei ed Agrippa.

Dunque, anche lei vanta un passato da showgirl.
 «Macché showgirl. Mi piaceva lo spetta­colo. L’ultima volta sono comparsa in tv in una trasmissione che si chiamava Gap ( Ge­nerazione alla prova), in cui si discuteva di temi politici. Ricordo che soltanto io e un ragazzo italoamericano confessammo il no­stro amore per Berlusconi».

E poi?

«Ho partecipato ad alcuni concorsi di bel­lezza. Alle selezioni per Miss Italia, dove vin­si la fascia di... mi sembra si chiamasse Miss Passepartout: consentiva di partecipare alle finali dell’anno successivo. E poi a Miss Grand Prix».
 
Come le è nata la passione politica?
«A 17 anni. Alla finale di Miss Grand Prix: dovevo vincere io quel concorso. Un giudice mi avvertì: ‘‘Lei ha vinto’’, mi disse, ‘‘porti in alto l’onore di Napoli’’».
 
Invece?
«I produttori regionali e nazionali si mi­sero d’accordo per far vincere un’altra ragaz­za. Mi arrabbiai. Denunciai l’organizzatore. Andai anche in tv, ospite di Alda D’Eusanio, per far scoppiare il caso. Nella vita ho su­bìto tante altre ingiustizie. Non solo nel mondo dello spettacolo. Da qui, la passione per la politica, per un mondo più giusto».
 
E la passione per Berlusconi?
«Conobbi Antonio Martusciello, l’ex coor­dinatore regionale di Forza Italia: l’uomo del presidente in Campania. Me lo presentò un mio amico, Enrico Tammaro. Martusciel­lo mi invitò a far parte del movimento gio­vanile. Nello stesso tempo fui eletta rappre­sentante d’istituto. Ho frequentato una scuola con una prevalente presenza comuni­sta: l’istituto d’arte Palizzi di Napoli. Pensi che dopo le stragi dell’11 settembre compar­vero sulle pareti dell’edificio delle caricatu­re di Bush con scritte contro gli Stati Uniti». ...
 
Berlusconi?
«Sì, sì, arrivo. Il 24 agosto 2004, tornan­do dalle vacanze, con Fulvio Martusciello, per il quale lavoravo, mettemmo in piedi il comitato ‘‘Silvio ci manchi’’: un gruppo di ragazze e ragazzi che seguiva Berlusconi in ogni manifestazione pubblica. Fu un perio­do nero: perdemmo tutte le elezioni».

Per questo il comitato ‘‘Silvio ci man­chi’’ fu sciolto?

«Noooo. È che Silvio non ci manca più: da allora abbiamo vinto tutte le elezioni».
 
Si dice che il comitato sia fallito anche per via di quel litigio scoppiato tra lei e la sua ex amica, e mancata candidata alle eu­ropee, Emanuela Romano. Vero?
«È lei che ha litigato. Forse le dava fasti­dio che i giornalisti si rivolgessero a me; che Berlusconi mi chiamasse al telefono. Mi chiese di dimettermi da presidente del co­mitato per far posto a lei».
Al termine della manifestazione con Berlusconi al San Carlo, organizzata dal­l’Unione industriali di Napoli, lei inveì con­tro un’altra militante del Pdl che indigna­ta contestò la sua partecipazione al corso di politica in Sardegna a causa dell’effetto suscitato dalla pubblicazione delle foto al­l’aeroporto. «Sì, dava ragione ai manifestanti che vo­levano interrompere la manifestazione del San Carlo e torto a me perché insinuava chissà che cosa avessi fatto in Sardegna».
 
Cosa pensa della polemica scoppiata in­torno alle veline che dovevano essere can­didate alle europee?
«Che si è trattato solo di una polemica. Punto e basta. Inoltre, credo che la storia pri­vata del presidente Berlusconi dovesse ri­manere in famiglia».
Ha conosciuto Noemi Letizia?
«No, mai vista. Ho sofferto tanto durante la mia campagna elettorale per le provincia­li. Il caso Noemi scoppiò proprio in quei giorni, quando il presidente andò alla festa di compleanno a Casoria. Io lo incontrai sol­tanto dopo, in serata, all’hotel Vesuvio».
Si dice che anche lei, in quel periodo, alloggiò al Vesuvio. Una maldicenza?
«È vero, ho alloggiato al Vesuvio per una settimana. Camera 232: lo ricordo ancora. Quel soggiorno mi fu regalato. La mia abita­zione era inagibile, a causa dei lavori di ri­strutturazione. Il regalo arrivò da Gennaro D’Elia, un amico, la cui moglie ha curato la mia campagna elettorale. È tutto certifica­to».
 
Lei quando conobbe Berlusconi?
«Il 5 ottobre 2004. Lo seguivo come se fosse una rockstar, Bon Jovi. Lo conobbi a Roma, durante un pranzo con gli europarla­mentari. Me lo presentarono Antonio Taja­ni e suo cugino. Arrivai con la maglietta con su scritto: ‘‘Silvio ci manchi’’. E lui: ‘‘Ah, fi­nalmente ti conosco’’».
 
Da allora, voilà: una scintilla. Amore o cosa?
«Adorazione vera. Ereditata dai miei geni­tori. Mio padre, io ero piccolissima, tornò a casa da Milano e ci parlò di Milano 2 e Mila­no 3 e di questo imprenditore straordina­rio. Mia mamma, che ho perso non molto tempo fa, prima di andarsene mi disse: ‘‘Sa­lutami il presidente’’. Ora, quando sento Berlusconi al telefono o lo incontro a Roma gli chiedo sempre qualche consiglio. Lui mi fa: ‘‘Allora, cosa hai prodotto di buono? Ab­biamo studiato?».
 
Suo padre pure ha conosciuto Berlusco­ni?
«Sì, ma dopo di me. In prefettura a Napo­li, al termine di una manifestazione: ha an­che una foto ricordo con il presidente».
 
Sul suo profilo di Facebook lei si pre­senta come «Berlusconiana convinta e vac­cinata! ». Condivide proprio tutto del pre­mier?
«No, da napoletana sfegatata non condi­vido la sua fede per il Milan. E la sua eccessi­va bontà ».
 
E del contestatissimo connubio tra spet­tacolo e politica?
«Penso siano ambiti non così distanti. Lo spettacolo come palcoscenico serio serve a divertire e ad educare. La politica è spettaco­lo quotidiano. Poi, c’è lo spettacolo nausea­bondo: il teatrino della politica, quello che monta un caso intorno a Noemi».
 
Ha un sogno?
«Che la politica non faccia più parte del teatrino».
 
E quello nel cassetto?
«Che io possa arrivare, un giorno, a sede­re tra i banchi di Montecitorio. Ma anche un nuovo scudetto per il Napoli. Sono una pati­ta. Vado da sempre allo stadio. In curva, una volta, finii nel bel mezzo di una rissa. Tornai a casa sporca di sangue. Da allora promisi a mia mamma di frequentare il set­tore dei Distinti».
 
Tiene più per il Napoli o per il Pdl?
«Il Napoli è una fede. Il Pdl un obietti­vo».
 
Per l’anno prossimo vede meglio Cosen­tino candidato alla Regione o la Carfagna?
«Se Mara accettasse mi farebbe piacere perché è una donna. Con Cosentino avrem­mo un politico di esperienza. Con tutta la stima che nutro per il presidente degli indu­striali Lettieri, preferisco comunque un poli­tico».
 
Dove andrà in vacanza?
«In Sardegna, a Porto Cervo... Scherzo. Al­le Eolie. Anche se dalla Sardegna ho ricevu­to tanti inviti».
 
Da Berlusconi?
«No, lui non andrà. Ho ricevuto inviti da tanti altri amici».

Ps in allegato trovate anche il video di una trasmissione di Telecafone nella quale compare la Pascale

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di Germano Milite
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