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Il Fatto smaschera la fondatrice di "Silvio ci Machi"

Francesca Pascale: la soubrette-consigliera assenteista


Francesca Pascale: la soubrette-consigliera assenteista
16/09/2010, 19:09

NAPOLI - Dopo le dichiarazioni senza filtro e senza vergogna del parlamentare del Pdl Giorgio Straquadanio che, senza troppi fronzoli, giustificava la prostituzione professionale come possibilità alternativa per far carriera nel mondo della politica, arriva puntuale un'inchiesta del Fatto Quotidiano su una delle tante soubrette reclutate da Silvio Berlusconi in persona.
"L'indagata" si chiama Francesca Pascale, ha un passato da valletta-ballerrina piuttosto casareccia su di una nota emittente campana e, cosa della quale va molto fiera, un mandato da rappresentante d'istituto ricoperto durante le scuole superiori. Come si evince agevolmente consultando la tabella delle presenze in aula consiliare pubblicata dal Fatto,  la fondatrice del comitato "Silvio ci manchi", attualmente mantenuta a spese dei contribuenti presso il Consiglio provinciale di Napoli, ha fatto sentire la sua mancanza praticamente sempre da quando è stata inserita all'interno della commissione Lavoro e della commissione Personale e Patrimonio.
Inutile sforzarsi nella ricerca certosina di presenze sporadiche durante le sedute delle commissioni: il numero di volte in cui la giovane napoletana si è recata in Provincia dal gennaio al maggio 2010 corrisponde ad un clamoroso e scandaloso 0. Riguardo il consiglio, invece, il non disprezzabile lato b della Pascale si è adagiato sulle sedie dell'aula"ben" 4 volte da febbraio a maggio. Nello stesso periodo, il presidente del Consiglio Luigi Rispoli, ha però convocato i membri per 10 volte. Insomma: un magro 40% che ha tentato di compensare l'assenteismo feroce registrato in un mese cruciale come lo scorso novembre; con trenta giorni di lavori serrati per approvare investimenti ed interventi per un valore pari a 50 milioni di euro.
La Pascale per l'occasione si diede malata; facendo riferimento ad una febbre da cavallo che comunque non le impedì di partecipare ad una cena capitolina nella bella Villa Aurelia. L'iniziativa, voluta da Berlusconi ed atta a lanciare i circoli di Mario Valducci, fu infatti reputata più importante dalla modella napoletana, la quale, tra l'altro, ammise su La Repubblica:"Sì, è vero: mi sono rovinata ancora di più perché sono stata a questa cena straordinaria con il presidente Berlusconi per parlare di questi circoli…"
Ora sostenere che la Pascale si sia "prostituita" per far carriera politica sarebbe una grave insinuazione diffamatoria ma, di sicuro, date le sue perenni assenze in Provincia, la sua malcelata impreparazione politica, il suo passato da velina di provincia, la sua avvenenza fisica e l'importanza dell'incarico ricoperto, ogni cittadino ed in particolare ogni elettore obiettivo del Pdl, può e deve chiedersi semplicemente:"Come è possibile?".

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di Germano Milite
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