Politica / Parlamento

Commenta Stampa

Marino gli fa eco: "In Calabria elezioni truccate"

Franceschini accusa: “Bersani spende troppo”


Franceschini accusa: “Bersani spende troppo”
22/09/2009, 21:09

In Emilia Romagna il Pd sembra essere quasi tutto dalla parte di Pier Luigi Bersani. Il candidato ha raccolto il 60,81% dei consensi, con 110 congressi già svolti su 688 sezioni. Dario Franceschini, attuale segretario, resta invece fermo al 31,72% (2.177). Ignazio Marino si attesta al 7,48% (499 voti). In vantaggio anche Stefano Bonaccini, il candidato alla segretaria regionale collegato alla mozione Bersani.

A quanto pare, Pier Luigi Bersani sta spopolando e non sono in pochi quelli che scommettono sulla sua elezione alle redini del Partito Democratico. Ma ora che la ‘lotta’ si fa più dura, i contrasti tra gli aspiranti segretari diventano più evidenti: se già Ignazio Marino aveva parlato di brogli nei congressi in Calabria, adesso è Dario Franceschini che alza la voce, puntando il dito contro Bersani ed accusandolo di spendere troppi soldi per la campagna in vista delle primarie. Immediata la replica: è un tentativo di “buttare in caciare” dopo i primi risultati dei congressi dei circoli.

IN CALABRIA I BROGLI sono stati denunciati da Marino, che ha parlato di un numero di votanti superiore a quello degli iscritti. Un “bubbone” da estirpare, fatto di episodi che Franceschini ha definito “sconcertanti”. Immediato l’intervento della commissione di Garanzia, che con voto unanime ha accertato la regolarità del voto a Catanzaro e l’irregolarità in diversi circoli di Vibo Valentia; per Reggio Calabria, il ricorso di Franceschini verrà accettato ma a patto che sia circostanziato.

TROPPO DENARO sarebbe stato usato da Bersani per le elezioni, secondo Franceschini. In una lettera agli altri due candidati, l’attuale segretario ha chiesto un “codice di autoregolamentazione” che eviti la pubblicità a pagamento, come quella utilizzata da Bersani per le affissioni. Un codice in realtà già esiste dal 21 luglio scorso, quando fu stabilito un tetto massimo di 250.000 euro per ciascun candidato, quindi c’è da pensare che Franceschini denunci uno sforamento di quel limite da parte di Bersani. La richiesta, a detta del segretario, arriva per ragioni di sobrietà di fronte alla crisi economica e perché i militanti si sono lamentati del fatto che i soldi non vengano invece utilizzati in campagne contro l’attuale governo. L’accusa di Franceschini trova terreno facile tra i sostenitori di Marino: Michele Meta, coordinatore della mozione, ha ricordato i cartelloni utilizzati da Berlusconi ed affermato che la tecnica utilizzata è simile.

Oriano Giovanelli, esponente della mozione Bersani, liquida con poche parole le dichiarazioni di Franceschini: “Evidentemente i risultati non soddisfacenti che giungono dai congressi spingono gli esponenti della mozione Franceschini a ‘buttarla in caciara’”.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©