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Pd, countdown agli sgoccioli; Bersani: no a schede bianche

Franceschini e Marino: nessun pericolo scissione


Franceschini e Marino: nessun pericolo scissione
19/10/2009, 23:10

NAPOLI- Manca meno di una settimana al grande giorno, per i tre candidati che si contenderanno, a suon di voti, la poltrona più importante del Partito Democratico. Alle votazioni, secondo l’attuale segretario, Dario Franceschini, parteciperanno due milioni di persone. Il rischio di irregolarità, come è per occasioni del genere, è una costante da tenere in considerazione: a questo proposito Piero Fassino ricorda che i regolamenti prevedono gli strumenti per impedire l’inquinamento del voto.
Per Dario Franeschini “il Pd non è un partito identitario, è un partito plurale con dentro tante posizioni e fare la sintesi è la sfida più bella e più difficile”. Ovvero, qualunque sia il risultato, non ci saranno “fughe o uscite”. Le primarie, per il segretario, sono “il punto di partenza per un progetto che allarghi ancora di più”, con l’obiettivo di “includere, non mandare fuori”. Ma Franceschini approfitta anche per lanciare un appello alle personalità del mondo della cultura e della società civile, affinchè dicano espressamente per chi hanno intenzione di votare alle primarie.
Il pericolo di una eventuale scissione post-elettorale è nullo anche per Ignazio Marino. “Queste divisioni tra l’area cattolica, alla quale fanno riferimento tra gli altri Fioroni e Franco Marini, e la cosiddetta matrice comunista, - afferma, - le ritrovo più tra questi 16-18 capi corrente che all’interno del partito. Bisogna lavorare per un partito unico e laico e non arrivare a parlare di scissioni”.
Pier Luigi Bersani si scaglia contro la scelta della scheda bianca. Piuttosto, preferirebbe che il voto andasse ad uno degli avversari: l’importante è che il candidato eletto sia tale grazie a molti voti. “Abbiamo bisogno che chi esce da lì abbia forza, - dice, - perché sulla sfiducia a mezzo servizio si combina poco”. “Se non avessimo difetti e problemi, - continua Bersani, - non staremmo qui a discutere in un congresso. Ma ci vuole impegno, motivazione e anche un pochino di fiducia”.
 

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di Nico Falco
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