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Grillo attacca: attuale Pd è polizza-vita di Berlusconi

Franceschini lancia la sfida: “Dialogo sulle riforme”


Franceschini lancia la sfida: “Dialogo sulle riforme”
16/07/2009, 19:07

Dario Franceschini, in vista delle elezioni del Pd di ottobre, torna a far sentire la sua voce. Parlando del programma col quale si presenterà per la corsa alla segreteria, ha lanciato una sfida al partito ed ai riformisti: “mettere in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro”. “E’ stato detto, - ha commentato Franceschini, preparando la stoccata agli avversari politici, - che il populista pensa alle prossime elezioni e il riformista alle prossime generazioni. La destra italiana pensa sempre e solo alle prossime elezioni. Noi Democratici pensiamo prima di tutto alle prossime generazioni”. La sfida che deve essere raccolta dal nuovo riformismo, quindi, è un radicale cambiamento del modo di fare: non più proporre correttivi ai modelli sociali imposti dalla destra, ma farsi propositivi, “mettendo in campo una gerarchia di valori alternativa e proiettata sul futuro”.
Franceschini è poi tornato sulla spinosa questione del conflitto di interessi, ammettendo anche le colpe della sinistra che, quando ne ha avuto l’occasione, non ha approvato normative che potessero risolvere la questione. “Ma quella responsabilità, - ha aggiunto, - non ci può spingere adesso a restare ancora fermi e silenti”.
Parlando di una ‘collaborazione’ con la maggioranza in termini di riforme, Franceschini ha concluso dicendo che il Partito democratico, anche ora che è all’opposizione, “deve impegnarsi per modernizzare lo Stato”. “Noi, - ha avvertito il leader del Pd, - non ci sottrarremo in questa legislatura alla possibilità di condividere, anche da subito, con i nostri avversari una riforma che renda più efficace l’azione di governo e il ruolo del Parlamento, cominciando dal passaggio a una sola Camera legislativa, con un Senato federale ed un conseguente dimezzamento dei parlamentari eletti”.
Malgrado le dichiarazioni, le promesse e le sfide di Dario Franceschini, non accenna a placarsi la bufera che si è abbattuta sul partito dopo la discesa di scendere in campo di Beppe Grillo, sostenuto da Antonio Di Pietro. “Se io fossi stato al posto loro, - ha affermato il comico genovese, - avrei detto: caro Grillo, lascia perdere, non possiamo tesserarti perché sono anni che ci prendi per il culo. Però se vieni al congresso sei un ospite gradito. Vieni e ci dici la tua. Sarebbe stata una risposta politica. Avrebbero fatto bella figura. Ma tirare in ballo il paragrafo 3 dell’art. 9! Quella non è una risposta politica: è burocrazia”.
Ma Beppe Grillo, come suo solito, ci va giù pesante e non si trattiene dal lanciare un’altra accusa a “quei dieci che guidano il partito, che le hanno perse tutte e sono la polizza-vita di Berlusconi il quale, finchè ci sono loro, sta tranquillissimo”.

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di Nico Falco
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