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Il posto di direttore generale va a Mauro Masi

Fumata bianca per la presidenza Rai: Paolo Garimberti sarà presidente


Fumata bianca per la presidenza Rai: Paolo Garimberti sarà presidente
23/03/2009, 22:03

Finalmente volge al termine il braccio di ferro tra governo e opposizione sul nuovo presidente Rai, con le proposte del Pd puntualmente bocciate dal Pdl. A ricoprire la carica sarà Paolo Garimberti, 66 anni, ligure di Levanto. Il suo nome è stato proposto da Dario Franceschini ed accettato da Silvio Berlusconi.

Deciso anche il nome del direttore generale che sarà, come dicevano le previsioni, il segretario generale della Presidenza del Consiglio Mauro Masi. Questa seconda nomina, però, non è mai stata in discussione in quanto la scelta spetta all’azionista ed al Cda dell’azienda e non coinvolge l’opposizione, al contrario di quanto succede per il presidente, il cui nome deve essere proposto da opposizione ed accettato da maggioranza.

Quando Franceschini ha  proposto Garimberti Gianni Letta ha comunicato il consenso arrivato dalla maggioranza, diversamente da come era successo per i precedenti candidati, ovvero l’uscente Claudio Petruccioli (scaduto a giugno), Ferruccio De Bortoli (che ha rinunciato) e Angelo Guglielmi. L’ufficializzazione della nomina avverrà mercoledì durante l’assemblea dei soci della Rai, nella quale verrà presentata anche quella dell’ultimo consigliere, scelto da Tesoro, che sarà Angelo Maria Petroni.

Garimberti è visto di buon occhio anche dal presidente della Camera Gianfranco Fini che, in diretta al Tg1, ha parlato di un nome che “è garanzia di professionalità e competenza”.

Quasi 50 anni di esperienza, Garimberti entrò nel mondo del giornalismo ad appena 20 anni. Laureato in giurisprudenza col massimo dei voti nel 1966 all’Università di Genova, aveva iniziato a scrivere nel 1963 sulle pagine del ‘Corriere mercantile’, occupandosi di sport.

Tre anni dopo diventa giornalista professionista con la stessa testata, passando ad occuparsi di politica interna ed internazionale. Nel 1969 passa alla ‘Stampa’ di Torino, chiamato dall’allora direttore Alberto Ronchey. Dopo un anno tra economia e politica estera, nel ’70 diventa corrispondente a Mosca, dove rimane fino al 1976 recandosi come inviato anche in Vietnam e in Cambogia.

Dal 1976 al 1979 è inviato speciale con sede a Roma; il 1979 Giorgio Fattori, allora direttore della ‘Stampa’, lo nomina capo della redazione romana, incarico che ricopre fino al 1986, anno del passaggio a “Repubblica” di Eugenio Scalfari dove occupa il posto di capo redattore alla politica interna per poi duventare, dal giugno 1987 al 1993, capo redattore del settore politica internazionale ed editorialista.

Nel novembre del 1993 diventa direttore del Tg2, dirigendo la testata fino all’anno successivo. Ha collaborato con la Fininvest realizzando il programma ‘Monitor’ e poi con il Tg3 e la terza rete della Rai con commenti di politica estera durante il telegiornale e negli ‘speciali’.

Nel 1994 torna a Repubblica, diventando direttore del settimanale Il Venerdì dal 1996 al 2000 e vicedirettore del quotidiano dal 2000 al 2004, periodo nel quale è direttore della testata online Cnn Italia. Attualmente, oltre a collaborare col quotidiano di Ezio Mauro conduce anche i talk-show di Repubblica Radiotv.

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di Nico Falco
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