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Ieri l’entusiasmo di Mario Monti, oggi quello di Passera

Fuori dal tunnel della crisi? I sindacati gelano il governo

I leader affermano: “Fine vicina? Ottimismo infondato”

Fuori dal tunnel della crisi? I sindacati gelano il governo
20/08/2012, 18:25

ROMA - Uno spiraglio alla crisi sembra vederlo il premier Mario Monti. Al meeting di Rimini, davanti al popolo di Comunione e Liberazione ha spiegato che il paese si trova in una situazione migliore dell'anno scorso. Allo stesso meeting oggi è arrivato il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, che ha confermato quanto già detto dal premier: "Si, l'uscita dalla crisi la vedo. Dipenderà molto da quello che riusciremo a fare". Lo ha detto rispondendo ai giornalisti al margine del meeting di Cl e si è detto certo che la fine della crisi sia vicina. Già ieri, al primo giorno del meeting, Monti aveva spiegato che il "miracolo quotidiano" è possibile individuarlo nella coesione dimostrata dai partiti che sostengono il suo governo. E poi l'ammonimento agli italiani: "E' evidente lo sperpero di un'intera generazione di giovani che pagano le conseguenze gravissime della scarsa lungimiranza di chi in passato non ha onorato il dovere di impegnarsi per i giovani". Monti ha ribadito che bisogna "scrostare il potere corporativo e far recuperare ai cittadini la fiducia nello Stato". Poi ha concluso: "Spero che quando si guarderà al lavoro fatto, si possa vedere non solo che l'Italia non sia scivolata a sud-est, per avvicinarsi a un altro grandissimo paese d'Europa oggi in difficoltà, ma anche che si stanno mettendo semi per rendere la società italiana più normale".

Oggi il ministro Passera ha sottolineato l'importanza del governo Monti. "Abbiamo evitato il commissariamento, ma ci siamo arrivati molto vicini" ha spiegato Passera, aggiungendo che l'umore del mondo nei nostri confronti è stato cambiato dalla dimostrazione di unità che il paese è riuscito a dare, legando il suo discorso a quello del premier di ieri. Poi Passera ha chiarito: "Il nostro welfare ha dei rischi che derivano da tante inefficienze, tanti sprechi e da tante frodi che ci sono dentro. Bisogna recuperare risorse senza togliere nulla ai cittadini. Parliamo di come sviluppo e welfare devono convivere. Se non c'è l'uno, non c'è l'altro. Il welfare è una scelta di civiltà che parte dalla necessità di riconoscere dignità alla vita umana. La coesione sociale è alla base della crescita. La coesione e la competitività vanno insieme". Passera ha anche messo l'accento sui problemi della disoccupazione: "Ci troviamo con un disagio di livello occupazionale alto come non mai. Inoltre sulla produttività dobbiamo recuperare. Rispetto all'Europa siamo indietro. La produttività viene da tante cose, ma viene anche da una componente che è nelle mani delle parti sociali". Infine il suo discorso si è incentrato sul debito pubblico e sugli investimenti che fare la pubblica amministrazione per "ridisegnare la produttività".

 

I SINDACATI GELANO IL GOVERNO: FINE VICINA? OTTIMISMO INFONDATO 

La fine della crisi non è vicina però per i sindacati, che non riescono a trovare riscontri positivi all’ottimismo espresso ieri da Mario Monti e ribadito oggi dal ministro Passera. Per Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl, “il Paese è in una situazione disastrosa. Credo che la fine della crisi – ha spiegato - la vedremo solo quando tutti tireranno da una sola parte per affrontare i nodi che abbiamo di fronte”. Per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, l’ottimismo del presidente del Consiglio è invece “necessario ma assolutamente infondato”, mentre la Cgil “non vede l’uscita dal tunnel” e per bocca del segretario confederale Elena Lattuada afferma: “I dati nostri e di Confindustria ci dicono tutto il contrario”.

Sono critici, dunque, i leader sindacali, che non condividono quanto detto dal premier e dal ministro Paessera. Secondo Raffaele Bonanni si deve attuare una politica che favorisca la coesione sociale, “che porti al coinvolgimento delle autonomie locali e delle parti sociali in veri e propri progetti per l’aggressione dei problemi che non ci fanno uscire dalla crisi: dall’energia alle tasse, dalle infrastrutture ai servizi alla pubblica amministrazione”. Ancor più negativo il giudizio di Luigi Angeletti, che non vede “spiragli positivi” e prevede una “recessione peggiore del 2012” e un autunno “per nulla piacevole”, “perchè quando ci sono così tanti disoccupati adulti, che hanno famiglia, significa che il Paese sta andando allo sfascio”. La Cgil, dice Elena Lattuada, fa fatica “a comprendere dove il governo veda l’uscita dalla crisi. La fine non si intravede, non so da quale dinamica economica si possano fare affermazioni” come quelle di Monti. Per la dirigente sindacale si prospetta un autunno “complicato per le molte vertenze ancora aperte. E' necessario sostenere il sistema industriale che è in grave difficoltà per permettere al Paese di riprendersi”.


Aggiornamento ore 18:25
di Antonio Formisano

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di Emanuele De Lucia
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