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Napolitano stoppa il decreto. Il governo è nel caos

G20 a Cannes per salvare l’Europa. Ma l’Italia arriva divisa

Gelo tra premier e Tremonti. Polemiche dei frondisti Pdl

G20 a Cannes per salvare l’Europa. Ma l’Italia arriva divisa
03/11/2011, 12:11

CANNES - Si apre oggi a Cannes il vertice internazionale su Eurozona e paesi a rischio. Tutti gli occhi sono puntati sul G20, dove il nostro Paese si presenta con le discusse misure decise dal Consiglio dei ministri di ieri e confluite in un maxiemendamento alla legge di stabilità. Mentre Francia e Stati Uniti hanno trovato “un punto comune” da inserire nel comunicato finale del G20 sulla tassa delle transazioni finanziarie, fino a ora fortemente osteggiata da Washington, l’Italia arriva all’appuntamento con una maggioranza di governo lacerata da forti tensioni. Si potrebbe partire da quelle tra il premier, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per arrivare a quelle dei frondisti del Pdl, che hanno affidato il loro malcontento in una lettera al “Corriere della Sera”. Resta tutto da sciogliere, dunque, il nodo dell’Italia, a cui è stato chiesto di attuare “immediatamente” il pacchetto dei provvedimenti per la stabilizzazione di bilancio, mentre il primo posto nell’agenda dei lavori riguarda ovviamente la crisi internazionale, soprattutto dopo l’annuncio greco di indire un referendum sulle riforme chieste da Ue e Fmi, in cambio di sostanziosi e indispensabili aiuti economici ad Atene.

LE FIBRILLAZIONI DI IERI
Ieri è stata una nuova giornata di fibrillazione per la maggioranza alla vigilia del G20 di Cannes. Preoccupato dal giudizio dei mercati finanziari, Berlusconi aveva trascorso l’intera mattinata tra Palazzo Chigi e via del Plebiscito per mettere a punto il provvedimento con le misure anticrisi promesse a Bruxelles con la lettera d’intenti. Dopo il vertice interministeriale, il premier ha convocato in serata un Cdm straordinario per il varo del provvedimento. Provvedimento che però non è piaciuto neppure al Capo dello Stato. I dubbi del presidente della Repubblica non riguarderebbero lo strumento del decreto in sé, ma piuttosto la sua efficacia e la sua capacità di favorire la costruzione di una maggiore condivisione sulle misure da varare.

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di Antonio Formisano
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