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Il presidente Usa: Crescita troppo lenta. E' l'ora di agire

G20, vertice bilaterale tra Obama e Putin

Collaborazione per fermare le violenze in Siria

G20, vertice bilaterale tra Obama e Putin
18/06/2012, 21:06

LOS CABOS (MESSICO) - Il G20 di Los Cabos inizia con il piede giusto, almeno secondo i primi segnali provenienti dal vecchio continente. Le elezioni greche promettono bene e tutti gli attori internazionali guardano con fiducia alla formazione di un possibile governo pro-Europa. Intanto i leader europei sono in viaggio per la Baja California in Messico. Sono positivi i commenti dei leader mondiali sul voto in Grecia. Il presidente Usa Barack Obama ha ribadito il valore di "un interesse comune" che il paese resti nell'euro "rispettando le riforme". Il ministro delle Finanze di Angela Merkel, Wolfang Schauble ha spiegato che "il voto in Grecia va letto come la volontà dei greci di riforme profonde".
Prima dell'inizio ufficiale del G20 di Los Cabos, Barack Obama avrà un colloquio proprio con la cancelliera tedesca Angela Merkel. Lo ha annunciato la Casa Bianca, che aveva già previsto per la giornata di oggi un bilaterale tra Obama e il presidente messicano Felipe Calderon e poi con il presidente russo Vladimir Putin. In tarda serata, invece il presidente Obama incontrerà i leader europei per fare il punto sulla situazione dell'Eurozona anche alla luce del voto in Grecia. Nella bozza del documento finale del G20 si chiede ai paesi dell'Eurozona di interrompere il "circolo vizioso" tra debiti sovrani e liquidità delle banche e di "lavorare in modo ravvicinato con il nuovo governo greco" per assicurare che Atene mantenga gli impegni presi sulle riforme e permanga nell'euro. Temi conduttori del G20 saranno crescita e occupazione. La Casa Bianca però avverte: "Ci saranno dei progressi, ma nessuno si aspetti una soluzione". Soprattutto in materia europea tutti i leader sono in attesa dei risultati che emergeranno dal vertice Ue previsto alla fine del mese. Nella cittadina messicana di Los Cabos, si ragionerà sulla ricapitalizzazione dei 430 miliardi di dollari del fondo dell'Fmi, che costituirà una protezione per la crisi galoppante in Europa. In Messico si avrà tempo anche per parlare dell'emergenza in Siria. Sarà decisivo soprattutto il punto di vista dei presidenti dei tre Paesi che hanno diritto di veto nell'Onu: Usa, Russia e Cina. Le loro posizioni nei confronti della Siria saranno determinanti per decidere come intervenire. Si cercherà in particolar modo di far sbloccare le resistenze di Russia e Cina sul dossier, che prevede l'intervento militare in Siria.
In contemporanea con l'inizio del G20, arriva il rapporto dell'organizzazione internazionale 'Save The Children' che parla di 6 milioni in più a rischio fame per colpa della crisi. Aumentano le famiglie vulnerabili soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Secondo il rapporto "Una possibilità per crescere", se si dovesse verificare lo scenario peggiore prefigurato dalla Banca Mondiale, ovvero il default di due delle principali economie europee Italia e Spagna, il numero delle persone a rischio arriverebbe sino a 33 milioni. L'Organizzazione non governativa indica come soluzione chiave quella di aiutare i paesi poveri a sviluppare e finanziare sistemi di protezione sociale che dovrebbero funzionare da reti di sicurezza durante il periodo di crisi, quali la distribuzione di sovvenzioni economiche, di cibo e altri beni. Per questo, 'Save The Children' chiede alle nazioni del G20 di provvedere a fondi addizionali da mettere in un Fondo di Rapida Risposta Sociale, gestito dalla Banca Mondiale.

AGGIORNAMENTO ORE 21:00

Si sono incontrati il presidente Usa Barack Obama e il presidente messicano Felipe Calderon per dare inizio al G20. "Il mondo è molto preoccupato per una crescita economica troppo lenta - ha detto il presidente americano al termine del vertice bilaterale -. E' l'ora di agire per assicurare che tutti facciano ciò che è necessario per stabilizzare il sistema finanziario, assicurare la crescita, recuperare la fiducia dei mercati ed evitare il protezionismo. Lavoreremo per migliorare le prospettive economiche mondiali".
Al centro del summit messicano resta il tema della crisi nell'Eurozona. A Los Cabos si discuterà anche di crescita e finanza globale. Il presidente della Commissione europea si è accalorato nel rispondere alla domanda di una giornalista americana che gli chiedeva perché gli Stati Uniti dovrebbero prestare soldi all'Europa e aiutarla a risolvere i suoi problemi. "Non siamo qui per prendere lezioni di democrazia né di gestione dell'economia" ha reagito Manuel Barroso. Inoltre, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha detto che "non ci sono veloci vie d'uscita, non ci sono bacchette magiche per superare la crisi del debito in Europa. E' nostro interesse superare questa crisi, che non può essere confrontata con la recessione che si verificò nel 2008-2009". Sulla stessa lunghezza d'onda è intervenuto il premier italiano Monti che ha sottolineato: "Nessuno pensi che l'Ue sia l'unica fonte del problema della crisi che ha avuto origine da squilibri in altri paesi tra cui gli Usa, che sono stati tra i protagonisti. Ora va definita una chiara road map con interventi concreti per rendere l'euro più credibile. Ci confronteremo nel G20, ma sentiamo il diritto e la responsabilità di risolvere i nostri problemi all'interno dell'Unione europea e ognuno deve fare i propri compiti a casa". Intanto l'Italia si è piazzata bene in una classifica stilata in un rapporto del G20 Research Group, che mette il nostro paese "al terzo posto con il 90% degli adempimenti presi nel rispetto degli impegni assunti". Lo ha ricordato Monti, che oggi ha incontrato il presidente argentino Cristina Kirchner per un vertice bilaterale, in cui si sono affrontate alcune questioni tra cui il nodo delle barriere non tariffarie.
I tre principali argomenti del G20 saranno: il coordinamento delle politiche tra i paesi al fine di raggiungere la stabilità economica globale e la crescita sostenibile; la promozione di regolamenti finanziari che riducano i rischi e prevengano future crisi finanziarie; la creazione di una nuova architettura finanziaria internazionale. Nella bozza del documento finale è scritto: "Siamo impegnati ad adottare tutte le politiche necessarie a rafforzare la domanda, sostenere la crescita globale e ripristinare la fiducia. Siamo impegnati ad affrontare i rischi di breve e medio termine e massimizzare la creazione di posti di lavoro. L'economia mondiale rimane evidentemente vulnerabile, ma il multilateralismo è il migliore strumento per risolvere le difficoltà economiche".

AGGIORNAMENTO ORE 21:30

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto di aver trovato "numerosi punti d'accordo" con il presidente Usa Barack Obama. Lo ha riferito oggi, dopo l'incontro bilaterale a Los Cabos. Era molto atteso il vertice tra i due leader, dopo i momenti di tensione avvertiti nelle relazioni tra Russia e Stati Uniti per il sostegno di Mosca al regime del presidente siriano Bashar al Assad. L'ultimo incontro tra i due era avvenuto nell'estate del 2009 durante una visita ufficiale in Russia del presidente degli Stati Uniti. Quest'anno invece c'è stato il forfait di Putin al vertice Nato di Chicago e al G8 di Camp David. Barack Obama e Vladimir Putin si sono detti d'accordo nel collaborare perché le violenze cessino in Siria. Si è trattato di un confronto di un'ora e mezza, in cui i due presidenti hanno parlato dell'emergenza in Siria e della difesa missilistica. Nel comunicato finale diffuso al termine dell'incontro è stato sottolineato che Stati Uniti e Russia "si impegnano a rafforzare le proprie relazioni" lavorando anche a principi come "il rispetto dei diritti umani, l'uguaglianza e il rispetto reciproco".

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di Emanuele De Lucia
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