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Da Firenze emergono inquietanti rapporti economici

G8 alla Maddalena: quel mafioso a Palazzo Chigi


G8 alla Maddalena: quel mafioso a Palazzo Chigi
17/02/2010, 09:02

ROMA - "Siamo stati anche lì, da Gianfranco, alla Presidenza del Consiglio". E' uno scampolo di una intercettazione telefonica fatta dalla Procura di Firenze nell'ambito delle indagini che hanno portato alle indagini contro Bertolaso e gli imprenditori legati agli appalti della Protezione Civile. A parlare sono due delle persone coinvolte: una, quella che ascolta la frase è Antonio Di Nardo, considerato - da alcuni rapporti del Ros - vicino ai Casalesi; l'altro è Mario Fecarotta, affiliato a Cosa Nostra ed in particolare vicino ai Riina. Fecarotta fu arrestato nel 2002 per una vicenda legata ad una maxitangente di 500 milioni. Ma al telefono parla con Di Nardo di un appuntamento il 28 gennaio "al Ministero", intendendo il Ministero delle infrastrutture; anche se dalle telefonate non si capisce se è un incontro davanti all'edificio o con qualcuno all'interno. Poi si sentono di nuovo il 29 gennaio, ad incontro avvenuto, e Fecarotta dice: "Il 10 e il 25 abbiamo questa cosa... poi siamo stati pure da Gianfranco lì... alla... Consiglio... alla Presidenza del Consiglio e abbiamo due appuntamenti in Sicilia in questa settimana abbastanza importanti... tu devi vedere con quell'amico tuo...".  Chi sia il Gianfranco in questione non si sa, anche se ci sono rapporti del 2001 che vedono telefonate intercorse tra Fecarotta e Gianfranco Miccichè. Ma è evidente che non basta questo a dire tutto.
Nel frattempo si è scoperto che Gianni Letta ha detto il falso quando la settimana scorsa, appena uscite le intercettazioni sul terremoto di L'Aquila ("Alle 3 e mezza ridevo come un matto nel letto", a proposito dell'ora in cui è arrivato il terremoto), il vice premier disse che chi rideva non ha avuto e non avrà nessuna parte nella ricostruzione della città abruzzese, nè un solo euro. In realtà le ditte di Francesco Maria De Vito Piscicelli sono state tra le prime ad essere chiamate per il sisma, come dimostra un'altra intercettazione, fatta il 9 aprile, dove è lo stesso Piscicelli che dice che gli hanno chiesto "sei escavatori e venti camion". E c'è da dubitare che la cosa sia stata gratis. Purtroppo, ad ostacolare le verifiche c'è il fatto che tutti gli appalti della Protezione Civile sono protetti dal segreto di Stato, cosa che rende molto difficile fare controlli, persino alla magistratura.

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di Antonio Rispoli
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