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Il Ministro insiste: "La scuola reggerà i miei tagli"

Gelmini: "20 mila cattedre soppresse perchè inutili"


Gelmini: '20 mila cattedre soppresse perchè inutili'
07/03/2011, 09:03

ROMA - E' impegnato a presentare il proprio libro, il Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: una raccolta di favole dedicate alla figlia, una raccolta di storielle popolari del nord Italia. Ma non ha alcuna preoccupazione per la scuola pubblica: "La scuola è in grado di reggere. Abbiamo previsto un ridimensionamento della pianta organica legato al fabbisogno effettivo di cattedre". Naturalmente, quello che hanno fatto e fanno (19.700 cattedre in meno per l'anno 2011-2012, 87.400 dal 2009 ad oggi) è per il bene del Paese e della scuola stessa: "Nel tempo abbiamo avuto un proliferare di cattedre non proporzionato al numero degli studenti. Non licenziamo nessuno perché nella pubblica amministrazione non si può e non si deve licenziare nessuno. Si tratta di contenere l'aumento del numero delle cattedre accumulato di anno in anno senza una ragione precisa: oggi questi esuberi non ce li possiamo permettere. Per i precari, abbiamo siglato accordi con molte Regioni per favorire comunque l'impiego all'interno della scuola del personale precario. Il governo ha deciso, poi, di bloccare l'insorgere di nuovo precariato controllando il numero degli ingressi e facendo in modo che questo combaci con il numero effettivo di professori necessari. Ci siamo tenuti larghi, gli ingressi saranno il 30 per cento in più dei professori necessari. La scuola non ha la capacità di fare occupazione all'infinito, diversamente ne va di mezzo la qualità. La scuola serve innanzitutto agli studenti, a formare la classe dirigente di domani e quindi sono indispensabili gli investimenti nella qualità, non solo nel numero degli insegnanti. E alla scuola, poi, abbiamo chiesto lo stesso sacrificio che abbiamo imposto all'università, alla pubblica amministrazione, a tutti i comparti dello Stato. Si deve ridurre la spesa ordinaria e favorire gli investimenti in qualità".
La risposta arriva a stretto giro di posta da Francesca Puglisi, del Pd: "Certo che la scuola è in grado di reggere anche quest'ultimo taglio, come l'asino a cui il contadino smise di dare da mangiare. I primi giorni reggeva benissimo, sembrava anzi più tonico, poi morì. L'obiettivo del governo, ormai è chiaro, è uccidere la scuola pubblica". Maurizio Zipponi, responsabile lavoro e welfare dell'Italia dei valori: "In un triennio sono stati tagliati 132mila posti di lavoro e quasi 25mila precari, in due anni, hanno perso l'incarico annuale. Se a questo si aggiunge la riduzione degli stipendi agli insegnanti ci si rende conto di una volontà scientifica di demolire la scuola pubblica mentre, contemporaneamente, vengono finanziate le parificate".

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di Antonio Rispoli
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