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Corteo leghista antigoverno, “per difendere il Nord”

Gelo Bossi-Berlusconi. Il Carroccio in piazza il 22 gennaio

Intanto è mistero sull’ipotetico incontro tra i due ex amici

Gelo Bossi-Berlusconi. Il Carroccio in piazza il 22 gennaio
16/12/2011, 10:12

MILANO – Quella di Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sembra una storia destinata a diventare una soap opera all’italiana, che si consuma a suon di botta e risposta, a distanza, tra i due. Il primo continua a dirsi sicuro che l’alleanza con la Lega non è affatto finita, mentre il secondo non fa altro che affermare il contrario, assicurando di non essere più il fedele alleato del Cavaliere. L’ultimo messaggio (il leader del Carroccio ha già fatto sapere di non voler incontrare l’ex premier: “Non vedrò Berlusconi. Mi metterei a ridere”) è stato lanciato ieri. E riguarda non solo la fine del rapporto con Berlusconi, ma anche quello che è sempre stato il sogno di Bossi: secessione e, in questo caso, lotta al governo Monti.
“Per difendere il Nord” contro “il governo dei banchieri”, dopo aver già riorganizzato il Parlamento padano, la macchina del Carroccio ha programmato una manifestazione anti-governo. L’appuntamento è a Milano il prossimo 22 gennaio: il corteo leghista partirà da piazza Castello dove negli anni scorsi, sempre quando al governo c’era il centrosinistra, a dicembre veniva organizzata una manifestazione che radunava a Milano militanti da tutto il nord Italia. La manifestazione attraverserà tutta la città e si concluderà con il comizio di Bossi in piazza del Duomo. Già pronti i cartelli che saranno affissi nei prossimi giorni in tutte le città: “Governo ladro, giù le mani da casa e pensioni”.
Intanto continua il mistero sull’ipotetico incontro chiarificatore tra i due vecchi alleati e amici. Un nuovo incontro si sarebbe dovuto consumare ieri, ma si è trattato dell’ennesimo nulla di fatto. Quello che Bossi sembra non voler perdonare a Berlusconi è il fatto di “appoggiare un governo che fa tutto il contrario di quello che faceva lui prima”, lo stesso governo contro il quale il Carroccio scenderà in piazza il 22 gennaio. Per il momento, inoltre, la preoccupazione più grande del senatùr sembra quella di rimettere ordine nel partito, che sembra essere sempre più lacerato da malumori interni.

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di Antonio Formisano
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