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Tra i due c’è stata una telefonata, ma nulla di fatto

Gelo Pdl-Lega. Ulteriore rinvio per l’incontro Bossi-premier

L’asse tra i due leader continua a scricchiolare

Gelo Pdl-Lega. Ulteriore rinvio per l’incontro Bossi-premier
23/07/2011, 11:07

ROMA - L’atteso faccia a faccia chiarificatore tra il Cavaliere e il Senatur tarda ad arrivare e subisce un rinvio dietro l’atro. Silvio Berlusconi ha avuto modo di parlare con i due colonnelli leghisti, Roberto Maroni e Roberto Calderoli, ma è con Umberto Bossi che vuole e soprattutto deve affrontare la questione riguardante l’asse Pdl-Lega, dopo il clamoroso strappo del voto su Alfonso Papa. L’assenza del leader leghista al Consiglio dei ministri di ieri potrebbe dirla lunga su quella che è la reale tenuta del rapporto tra i due partiti leader della maggioranza, allo stesso modo in cui anche il colloquio telefonico svoltosi ieri sera (in assenza di altro!) tra Berlusconi e Bossi pare si sia trasformato in un nulla di fatto. Almeno questo è quanto ritengono all’interno dello stesso Carroccio. Si sarebbe trattato, infatti, di pochi minuti di fredda conversazione, in cui i due leader avrebbero di fatto rinviato ad un vertice (senza fissare però una data) l’atteso chiarimento.
L’asse tra Silvio Berlusconi ed Umberto Bossi, quindi, continua a scricchiolare. Il gelo con quello che il Cavaliere considera da sempre l’alleato più fedele, metterebbe in evidenza le difficoltà e lo stallo in cui versa la maggioranza, spiegano alcuni ministri. Che la situazione sia tutt’altro che serena lo dimostrerebbe anche il nervosismo nella lunga discussione sulla riforma costituzionale: il testo viene licenziato “salvo intese” perché su alcuni punti diversi esponenti dell’esecutivo hanno sollevato dubbi e perplessità. Ai problemi con il Carroccio, inoltre, il Cavaliere deve aggiungere il '”nodo2sempre più complicato da sciogliere del successore del ministro della Giustizia Angelino Alfano, soprattutto dopo la bacchettata del presidente della repubblica. Insomma, nonostante le ripetitive rassicurazioni del premier sulla compattezza e tenuta della sua squadra di governo, quella che sembra respirarsi in maggioranza è un’aria tutt’altro che serena.

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di Antonio Formisano
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